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Pensioni: flessibilità per tutti ma soprattutto per lavoratori precoci

Come funzionano le pensioni flessibili: il piano del governo Letta



“Abbiamo deciso di rinviare a settembre, quando discuteremo anche con il Parlamento, eventuali modifiche alla legge sulle pensioni”, ha spiegato il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, facendo riferimento alle proposte di legge già presentate alle Camere, come quella del Pd (primi firmatari Damiano-Baretta-Gnecchi) che mira a consentire di andare in pensione prima dei 66 anni con una penalizzazione nell'assegno mensile.

Ma il sottosegretario al Lavoro, Carlo D’Arringa, ah avvisato “Attenzione a non perdere di vista i conti. Dobbiamo affrontare innanzitutto il tema degli esodati, poi di quelli che hanno perso il lavoro o lo potrebbero perdere e non possono ancora essere pensionati: per loro si potrebbe pensare anche a una flessibilità verso la pensione”.

L’appuntamento, dunque, è per settembre: per allora il governo sarà pronto a modificare le attuali norme riforma Fornero, che ha innalzato l’età pensionabile per tutti a 66 anni, esteso il sistema contributivo per tutti e dato vita all’ingarbugliata questione esodati, color che, cioè, per l’entrata in vigore da gennaio 2013 delle nuove norme rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensioni.

L’ipotesi di cui si discute maggiormente è quella presentata dall’esponente del Pd Cesare Damiano, che prevede un sistema di uscita dal lavoro più flessibile. In particolare, offre al lavoratore la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni, con 35 di contributi e penalizzazioni graduali.

Le penalizzazioni dovrebbero essere pari al 2% delle anzianità retributive maturate fino al 31 dicembre 2011 per ogni anno di anticipo all'accesso rispetto alla soglia dei 66 anni attualmente prevista dalla riforma Fornero.

Chi, per esempio, decide di andare in pensione a 62 anni potrebbe subire una riduzione paria anche all'8%, di contro, chi, invece, deciderà di rimanere a lavoro più a lungo sarà soggetto ad una serie di incentivi che cresceranno, esattamente come le penalizzazioni, per ogni anno in più che si rimane fino ai 70 anni.

Il problema da risolvere è quello che concerne i lavoratori precoci o coloro che hanno svolto, e svolgono, lavori usuranti. Per loro, infatti, dovrebbero essere pensate regole ad hoc di salvaguardia, considerando che hanno iniziato a lavorare a 16 anni, il che significa anche ridurre al minimo, se non addirittura eliminare completamente, le penalizzazioni previste dalla proposta Damiano.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il