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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Letta: età, requisiti, uscita. Ipotesi di cambiamento

Come cambiano le uscite dal lavoro con nuovo governo



Provoca malcontenti sin dalla sua presentazione all’attuale riforma del sistema previdenziale, firmata dall’ex ministro Fornero, in vigore dallo scorso gennaio e che ha esteso per tutti il sistema contributivo e allungato l'età pensionabile, fissata per tutti a 66 anni.

Oggi sono diverse le modifiche allo studio del governo per cercare di rendere più flessibile il sistema di uscita dal lavoro. E così per andare in pensione di anzianità, il lavoratore potrebbe avere la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni, con 35 anni di contributi ma con penalizzazioni graduali.

Tale penalizzazione dovrebbe essere pari al 2% delle anzianità retributive maturate fino al 31 dicembre 2011 per ogni anno di anticipo all'accesso rispetto alla soglia dei 66 anni attualmente richiesti dalla riforma Fornero. E, per esempio, un lavoratore che lascia a 62 anni potrebbe subire una riduzione pari all'8%.

Oggi, invece, la pensione di vecchiaia si ottiene quando si raggiunge un requisito minimo, insieme ad un requisito contributivo di almeno vent’anni di contribuzione.

Da quest’anno, poi, gli anni si adeguano al meccanismo di aggancio alle speranze di vita (tre mesi in più) e si potrà lasciare a 62 anni e tre mesi per le dipendenti del settore privato; a 63 anni e nove mesi per le lavoratrici autonome; a  66 anni e 3 mesi per gli uomini dipendenti del settore privato o autonomi.

La pensione di vecchiaia per tutti i lavoratori del settore pubblico e del privato non potrà comunque essere inferiore a 67 anni dal 2021. Ma la flessibilità allo studio del governo Letta rischia di far fare all’Italia un passo indietro, secondo Giuliano Cazzola, responsabile nazionale dell'area welfare di Scelta Civica, che critica e ipotetiche misure che l'esecutivo vorrebbe introdurre prossimamente nel sistema pensionistico.

Secondo il partito “con il pretesto del cosiddetto pensionamento flessibile, in pratica, si reintroduce il trattamento di anzianità e si abbassa l'età di vecchiaia a fronte di una penalizzazione economica praticamente virtuale”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il