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Pensioni anzianità e vecchiaia: interventi e modifiche Governo Letta possibili dopo dati Inps

Assegni troppo bassi secondo dati Inps. Necessari cambiamenti



Gli ultimi dati sulle pensioni resi noti dall’Inps hanno generato un nuovo allarme e, insieme alle modifiche sulla riforma firmata dall’ex ministro Fornero, per cui si pensa alla flessibilità, è necessario che il governo lavori anche a novità che possano influire sulle entità degli assegni da erogare ai pensionati.

Secondo l’Inps, nel 2012 diminuiscono le pensioni di anzianità e salgono quelle di vecchiaia per i lavoratori privati, anno in cui si è registrato rispetto al 2011 un aumento delle pensioni di vecchiaia dell'8,8% ed un calo consistente delle nuove pensioni di anzianità del 25,1% dovuto soprattutto all'inasprimento dei requisiti di accesso in vigore per effetto delle norme Fornero.

Le nuove pensioni di anzianità liquidate nei principali Fondi nel 2012 sono state pari a 111.688 trattamenti, di cui il 72% (79.977) erogati a lavoratori dipendenti, con un'età media alla decorrenza di 59,1 anni e il 28% (31.711) a lavoratori autonomi (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani ed esercenti attività commerciali) con un'età media di 60,6 anni.

Per quanto riguarda poi le pensioni di vecchiaia, il numero delle nuove liquidazioni nel 2012 è di 133.547 per il 61% (81.231) destinate ai lavoratori dipendenti, con età media alla decorrenza di 62,9 anni.

Per quanto riguarda gli importi medi, i valori delle pensioni di anzianità femminili risultano inferiori a quelli maschili, sia nel lavoro dipendente (1.618 euro medi mensili rispetto a 2.130 euro per gli uomini) sia in quello autonomo (997 euro contro 1.360).

Questi numeri evidenziano la necessità di aumentare gli assegni, attualmente troppo bassi. Secondo le stime, infatti, un ex lavoratore su due percepisce un assegno inferiore ai mille euro al mese, con evidentissime disparità tra il settore privato, 880 euro di media, e il pubblico ex Inpdap, invece superiore ai 1700 euro.

Alla luce di questi numeri anche il ministro del Lavoro Giovannini ha annunciato che un ritocco sarà necessario, per assicurare anche quel minimo di turnover tra giovani e attempati, che consenta un ricambio generazionale negli ingranaggi della produttività.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il