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Imu 2013: seconda casa. Aliquote più alte. Gli esempi di numerose città

Salgono le tasse per gli italiani e stangata sull’Imu seconde case



La nuova tassa sui rifiuti, Tares, sarà più alta rispetto alla vecchia Tarsu; crescono le addizionali Irpef, aumentano i biglietti degli autobus; e mentre resta l’incognita sull’Imu sulla prima casa, di cui si saprà qualcosa a fine agosto, cresce la rata della tassa sulle seconde case.

A Genova, per esempio, l’aliquota sulle case affittate a canone concordato passerà dallo 0,76% allo 0,95%; a Trieste, invece, alle case sfitte si applica l’aliquota dell’1,06% anziché dell’1%.

I comuni dovranno comunque decidere in maniera definitiva relativamente alle aliquote per l’Imu 2013 entro il 30 settembre, anche se le incertezze sono tante. Si teme che, per la paura di non far quadrare i conti, si possa chiedere tanto, troppo, tutto, ai cittadini, tassando al massimo le case di proprietà.

E i rialzi delle aliquote in molte città, sulle seconde case, effettivamente dimostrano tale timore. Per esempio, ad Ivrea, l'aumento dell'aliquota Imu sulla prima casa è arrivato al 6 per mille (era al 4,4 nel 2012), al 10,6 per le seconde case e al 9,6 per gli immobili industriali; a Reggio Emilia è stato deciso di portare l'Imu sull'abitazione principale al 5 per mille, e quella sulla seconda al massimo del 10,6; Prato ha deciso di ritoccare le imposte su seconde case e capannoni con un incremento dal 7,6 per mille al 9,4 che porterebbe nelle casse 11 milioni; a Montegaldella (Vicenza) l’Imu sulle seconde case passerà dal 9 per mille al 9,7; a Colosimi (Cosenza) salirà al massimo del 10,6 per mille.

Ritocco all’insù anche a Cesenatico, dove il sindaco Roberto Buda ha deciso di aumentare l'aliquota dal 10 al 10,6 per mille, così come accaduto Cascina (Pisa), a Modica (Ragusa), dove l'aliquota  è salita al 10 per mille, a e Ravenna, salita al 10,6.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il