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Pensioni Governo Letta: le ultime notizie aggiornate

Questione pensioni rimandata a dopo l’estate ma quali sono le ipotesi in discussione?


Si parla di flessibilità in uscita e penalizzazioni: questi i principi cardine su cui si fondano i possibili cambiamenti che potrebbero arrivare nel mondo delle pensioni.

L’idea di base è quella proposta da Cesare Damiano del Pd, secondo cui si può lasciare il lavoro a 63 anni, con 35 anni di contributi, purchè si accettino penalizzazioni sull’assegno finale, che salgono in base a quanto tempo prima ci si ritira dal lavoro rispetto alla soglia fissata dei 66 anni.

L’idea è di tagliare dell’8% l’assegno di chi lascia a 62 anni, del 6% quello di chi lavora fino a 63 anni, del 4% quello di chi va in pensione a 64 e così via, fino a chi invece va in pensione all’età naturale di 66 anni.

Al contrario chi lavora fino a 67 anni (potrebbe avere un bonus del 2%, che sale al 4% per chi rimane al lavoro fino a 68 anni e così via fino all’8% per chi va in pensione a 70 anni.

La proposta Damiano mira anche a sciogliere il nodo esodati attraverso il meccanismo della cosiddetta staffetta generazionale che consiste, secondo quanto ipotizzato, nell’affiancare ai lavoratori vicini alla pensione dei giovani che subentrerebbero part time, in modo da permettere ai primi l’accumulo di contributi utili per l’assegno previdenziale e ai secondi un graduale inserimento nel mondo del lavoro.

Nonostante si prema perché vengano subito attuati cambiamenti, la questione pensioni sarà rimandata a dopo l’estate, lasciando al governo il tempo di risolvere prima altre urgenze, come quella di Imu e Iva.




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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il 23/07/2013 alle ore 10:55