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Pensioni flessibilità e penalizzazione Governo Letta. Non tutti sono d'accordo

Damiano propone un piano pensioni flessibili ma non tutti sono d’accordo: i motivi



La flessibilità per uscire dal lavoro prima, punto cardine della proposta di cambiamento alle pensioni avanzata da Cesare Damiano del Pd, non piace a tutti. Sono, infatti, molti coloro che ritengono si tratti di un piano che penalizza solo il lavoratore, nonostante consenta un ricambio generazionale nel mondo del lavoro.

E i motivi di tale disaccordo sono presto spiegati. Innanzitutto, ricordiamo che la proposta Damiano di un nuovo piano pensioni prevede la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni, avendo maturato 35 anni di contributi ma accettando di ricevere penalizzazioni sull’assegno finale in base ad ogni anno in cui si decide di andare in pensione rispetto all’attuale soglia dei 66 anni.

Così, per esempio, chi decide di andare in pensione a 62 anni potrebbe ricevere una decurtazione nell’assegno finale dell’8%. Allo stesso tempo, questo sistema prevede anche incentivi per chi invece, al contrario, rimane di più a lavoro, fino ai 70 anni. 

Ciò che provoca reazioni negative è proprio questo sistema di penalizzazioni che avrebbe decisamente impatto negativo, secondo, per esempio, Domenico Proietti, segretario confederale della Uil con delega alle politiche fiscali.

Secondo Proietti, non dovrebbero esserci altre penalizzazioni oltre quella del sistema contributivo che già di per sé prevede che andando in pensione prima si riceverà un assegno minore.

L’ex ministro Tiziano Treu, professore di Diritto del Lavoro all’Università Cattolica di Milano, ritiene che il sistema di pensioni flessibili, insieme al metodo contributivo, potrà solo danneggiare i giovani, visto che i giovani lavoratori di oggi lavorano saltuariamente e non riescono a trovare facilmente una collocazione lavorativa e certa che possa permettere loro di avere chiaro il futuro quadro pensionistico.

Per Giuliano Cazzola, deputato del Pdl, la proposta di legge sviluppata all’insegna della flessibilità, avanzata da Cesare Damiano, avrà conseguenze negative “stimabili a regime in almeno una decina di miliardi”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il