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Pensioni:ultime notizie Governo Letta per uscire prima ed esodati.Non solo annunci ma anche positive

Pensioni, esodati, novità e coperture: cosa sta cambiando



Continuano ad arrivare annunci e notizie circa il nuovo piano pensioni cui il governo sta lavorando e che dovrebbe giungere ad un risultato definitivo entro la fine dell’estate, come più volte annunciato, soprattutto per risolvere una di quelle che il premier Enrico Letta ha definito ‘un’urgenza sociale’, vale a dire la questione esodati.

L’attuale riforma del ministro Fornero, innalzando l’età pensionabile per tutti, equiparando quella tra uomini e donne, ha creato il difficile nodo degli esodati, categoria di lavoratori che si è ritrovato senza lavoro e senza pensione.

E oggi i numeri sono allarmanti perché si parla di 130mila persone già tutelate da tre decreti dell’ex governo Monti, ma di cui solo una piccolissima parte ha effettivamente ricevuto la pensione, e quasi 200mila ancora a rischio.

Per risolvere questa impasse è, dunque, necessario cambiare qualcosa nel sistema pensionistico e reperire le risorse necessarie alla salvaguardia di queste migliaia di persone.

Per risolvere la questione esodati, e cambiare le pensioni, il nuovo governo valuta l’ipotesi della flessibilità, unita ad un sistema di penalizzazioni, proposta da Cesare Damiano del Pd. Si tratta di una proposta che permette al lavoratore di andare in pensione a 62 con 35 anni di contributi, prevedendo però penalizzazioni per ogni anno di anticipo in cui si va in pensione rispetto all’attuale soglia dei 66 anni.

La riduzione sarebbe del 2% dell'importo della pensione, per un massimo dell'8%. Ma questo piano ‘flessibile’ prevede anche incentivi, sempre in misura del 2% per ogni anno di ritardo in cui si decide di lasciare il lavoro, fino alla soglia massima dei 70 anni.

Ma le novità non finiscono qui, perchè per tutelare gli esodati attualmente fuori da ogni tutela si pensa anche ad una  riforma della cig in deroga e, come ribadito più volte, entro il 31 agosto il governo si impegna ad attuare provvedimenti in materia di ammortizzatori sociali e questione-esodati.

Lo stesso Cesare Damiano ha detto: “Il governo ha annunciato che verranno trovate le risorse per Iva e Imu sicuramente entro il tempo che va da qui alla legge di Stabilità. Lo ha annunciato il ministro Zanonato.

Noi vorremmo anche sapere se c'è un impegno altrettanto significativo per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, la riduzione strutturale del costo del lavoro e le correzioni al sistema pensionistico, che sono le priorità economiche e sociali che il Paese si aspetta di veder risolte.

La strada da seguire l'abbiamo indicata: si tratta di quella che privilegia l'economia reale e il disagio sociale e non una propaganda elettorale fuori luogo come quella fatta dal centrodestra a proposito della abolizione totale dell'Imu”.

Le risorse che, infatti, servono per assicurare garanzie a tutti sarebbero notevoli, ma in questo contesto c’è una nota positiva: i contributi versati dalle aziende per la cig ordinaria sono stati una voce sempre in attivo, anche con la crisi, e grazie a questo, negli anni, si è formato un tesoretto che potrebbe essere utile nei primi periodi di un’eventuale riforma della cig in deroga che preveda il versamento di contributi a fronte della prestazione.

Questo tesoretto potrebbe rappresentare un gruzzoletto di risorse per coprire una parte di nuovi esodati. Sembra, inoltre, che il governo si stia muovendo anche sull’ormai famigerata questione dei cosiddetti Quota 96.

Iniziano, infatti, ad essere discusse attentamente le proposte di legge presentate da Maria Marzana del Movimento 5 Stelle e Manuela Ghizzoni del Partito Democratico, che prevedono la necessità di correggere la tempistica dell'andata in pensione dei pensionandi della scuola, cioè anticiparla al 31 agosto 2012, visto che l'anno di riferimento della scuola non coincide con l'anno solare ma con quello scolastico.

Sulla questione Quota 96, ha preso posizione anche il ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, che appoggia la proposta di legge “che prevede di calcolare l'anno scolastico piuttosto che l'anno solare”. Il problema resta sempre quello delle coperture finanziarie, ma si lavora per trovare una soluzione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il