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Pensioni ultime notizie Governo Letta: nuovo piano per reddito garantito minimo per tutti

Non solo uscita flessibile e penalizzazione: allo studio anche un reddito minimo per tutti. La proposta



Se le modifiche proposte per cambiare il mondo delle pensioni animano da tempo ormai troppi animi, c’è chi, allontanandosi leggermente da quelle che possono essere le novità in arrivo dopo l’estate, pensa anche alla necessità di tutela di coloro che rischiano di rimanere senza lavoro o che sono spesso costretti a cambiarlo.

E così, mentre il governo Letta pensa a un sistema di penalizzazioni e incentivi per chi decide di andare in pensione a un'età differente rispetto alla soglia fissata dei 66 anni, secondo la proposta di Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati che offre al lavoratore la possibilità di andare in pensione a 62 anni, con 35 anni di contributi, l'economista Tito Boeri propone il reddito minimo garantito, dai 400-500 euro al mese, per i cittadini italiani fra i 55 e i 64 anni.

Proposta che andrebbe a tutelare anche gli esodati. Il problema resta sempre quello di dove reperire le risorse necessarie per garantire questo reddito minimo per tutti. Per rispondere a questa domanda, Boeri ritiene che maggiori risorse possano derivare dal taglio delle pensioni elevate.

Secondo l’economista, infatti “Oggi vengono erogate pensioni sociali e integrazioni al minimo senza considerare la condizione generale del beneficiario. Magari si tratta di persone che hanno già due o tre assegni, o non sono in una condizione di bisogno. Bisognerebbe fare una riforma che valuti per ogni individuo il reddito complessivo”.

Altra strada per reperire risorse potrebbe essere quella del riequilibrio dei fondi strutturali, “rispetto ai quali potrebbe essere aperto un negoziato a livello europeo. La ragione è semplice: non tutti i fondi assegnati da Bruxelles per interventi infrastrutturali sono stati spesi”.

Secondo Boeri, si potrebbe introdurre un contributo di solidarietà del 10% e bloccare la rivalutazione per le pensioni superiori ai 3.500 euro al mese. E mentre si valutano tutte queste ipotesi al vaglio, è prevista per oggi la decisione per le risorse da destinare ai pensionandi della scuola di Quota 96 e se fossero approvate si tratterebbe di un passo importante che fa capire come effettivamente il governo si stia impegnando per risolvere le questioni pensioni.

Se venissero, infatti, trovate le coperture finanziarie, scatterebbe l'uscita dal lavoro per molti pensionandi anche entro l'inizio dell'anno scolastico.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il