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Pensioni lavoratori precoci e lavori usuranti Governo Letta: oggi forse segnale importante

Qualcosa si muove nel mondo delle pensioni: cosa sta cambiando?



Se per modificare il sistema pensionistico attualmente in vigore, il governo da tempo studia diverse proposte, tra cui spicca quella dell’esponente del Pd, Cesare Damiano, che offre al lavoratore la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni, con 35 anni di contributi e prevede un sistema di penalizzazioni e incentivi a seconda che si decida di lasciare prima o dopo il lavoro rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, fissata dalla riforma Fornero, c’è chi ha proposto anche norme ad hoc per lavoratori precoci e chi svolge lavori usuranti, poiché non sono in condizione di proseguire i loro lavori fino all’età di 62 e più anni.

La condizione necessaria per accedere al nuovo sistema flessibile è quello di avere almeno 35 anni di contributi a prescindere dall’età, sistema che potrebbe portare alla risoluzione del problema di una buona fetta di esodati che in questo modo potrebbero accedere alla pensione.

Per quanto riguarda lavoratori precoci e che svolgono lavori usuranti, qualcosa sembra muoversi. Il segnale di cambiamento potrebbe essere quello in arrivo probabilmente oggi che riguarda le pensioni della scuola e la possibilità per i cosiddetti pensionandi di Quota 96 di andare in pensione con le vecchie regole, anche perchè le stesse pensioni della scuola vengono considerate di lavoro usurante nello stesso decreto Letta.

Intanto, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, dopo aver affermato che si inizierà a parlare di correzioni all’attuale sistema pensionistico a partire da settembre, si trova adesso nella difficile posizione di dover mediare tra quanti pretendono una vera e propria contro riforma e quanti invece difendono l’attuale regime introdotto dall’esecutivo Monti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il