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Azioni Italia, Europa, Usa, Mercati Emergenti Borse 2013: previsioni analisti seconda parte anno

Azioni e mercati emergenti: il futuro degli investimenti



L’andamento dei mercati nei prossimi mesi di agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre 2013 sta scatenando ogni genere di previsione da parte degli analisti alla luce, soprattutto, dei cambiamenti che le diverse economie stanno subendo, a partire da quella americana, all’indomani dell’annuncio della Federal Reserve di voler porre fine alla sua politica iper espansiva.

E’ stato questo l’evento scatenante che ha portato i mercati ad agitarsi: bond, materie prime e oro sono crollati ma a risentirne positivamente sono, e saranno secondo gli esperti, le azioni.

Saranno proprio loro a rappresentare l’investimento più conveniente una volta passata la bufera degli annunci della fine delle iniezioni di liquidità: queste le previsioni, riportate su Corriereconomia, di Andrea Nascè, direttore investimenti di Ersel sgr al timone del bilanciato Fondersel dal 2004.

Analizzando la situazione attuale e le prospettive future, sui migliori investimenti attualmente, Nascè spiega: “Dalle Borse arriverà la remunerazione più interessante del rischio nei prossimi mesi. Sul fronte delle obbligazioni non è possibile aspettarsi ancora molto.

Restiamo dell’idea che l’economia americana sia quella più convincente, in questo momento anche più di quelle dei Paesi emergenti. Quindi la nostra ricetta per i prossimi mesi non cambia: azioni internazionali e oculata diversificazione anche in campo valutario. Aspettando la rivincita del dollaro”.

Francesco Fonzi, senior fund manager di Credit Suisse, “Le valutazioni sono più vantaggiose in Europa rispetto agli Usa, da qui la raccomandazione di prendere progressivamente profitto sulla piazza americana a favore delle borse dell’eurozona”.

Per quanto riguarda la Borsa italiana, come CorrierEconomia riporta, c'è chi fra i titoli quotati al listino milanese privilegia le grandi banche, Intesa e Unicredit, ma consiglia sia meglio aspettare a comprarli fino a quando saranno definiti i meccanismi di sorveglianza e di salvataggio bancario europei.

Tra le altre blue chip italiane che piacciono ai fund manager spiccano Fiat, promossa per l’imminente fusione con la controllata americana Chrysler, Autogrill, Tod’s, Luxottica, Eni, Recordati, Generali e Terna. Tra i settori e i titoli favoriti dai fund manager gli assicurativi (Axa e Allianz), le banche (Deutsche Bank, Bnp Paribas), gli industriali (Schneider, Saint Gobain, Rolls Royce, Ericsson), le auto (Daimler) l’hi tech (Sap) e i farmaceutici (Novartis, Sanofi).

Da non dimenticare poi i mercati emergenti: in questo primo semestre del 2013, le performance più interessanti sono quelle registrate in Sud America, Africa e Medio Oriente. In testa alla classifica c’è la Borsa del Venezuela, seguita dal Gse Composite Index del Ghana, e da Dubai, con un +42%, derivante dal comparto immobiliare e bancario.

Ma le previsioni parlano di una forte crescita futura di Cina, India e Sud Est asiatico, dove avranno la meglio le azioni di banche e consumi locali. Come riportato dal Sole 24 Ore, il futuro sarà roseo per azioni mediorientali, peso messicani e bond brasiliani.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il