Pensioni Governo Letta: ultime notizie negative su possibile modifiche e cambiamenti

Delusione Quota 96 e ancora incertezza su esodati: i nodi pensioni



Si discute di modifiche all’attuale sistema pensioni ormai da un bel po’ ma, nonostante proposte e discussioni, tutto sembra fermo. E mentre il governo annuncia che ogni decisione sarà rimandata a settembre, arrivano ora solo notizie negative, a partire dall’odissea che ancora vede protagonisti gli esodati, per arrivare alla delusione, recente, per i pensionandi della scuola appartenenti alla cosiddetta Quota 96. I

eri si aspettavano decisioni certe in merito, invece la discussione sarà rimandata al prossimo 29 o 30 luglio. Ieri, infatti, giovedì 25 luglio 2013, il disegno di legge n. 249 che avrebbe consentito di far andare in pensione modificando l'attuale legge Fornero già approvato in Commissione Cultura all'unanimità, avrebbe dovuto ricevere l'approvazione della Commissione Lavoro.

Ma tutto è rimasto fermo e stato rimandato alla prossima settimana. Sono ancora le coperture e le risorse finanziarie gli ostacoli maggiori da superare. Stessi problemi che causano ormai da mesi ritardi nella definizione di tutele per i circa 200mila esodati, lavoratori ancora in bilico, che rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione e che la momento non hanno idea di cosa ne sarà del loro futuro.

Una condizione decisamente allarmante che dovrebbe spingere il governo a impegni maggiori per salvaguardare persone che rischiano di rimanere ‘in mezzo alla strada’.

Il premier Letta, sulla questione esodati, continua a ribadire l’intenzione di risolvere il problema ma senza chiarire ancora in che modo. “Nulla è stato fatto e nulla si sta facendo”, ha detto la senatrice Loredana De Petris, presidente dei senatori di Sel.

“Vorrei però ricordare a Letta che non c'è più tempo. Non stiamo parlando di formule astratte ma di persone reali che ogni giorno affrontano la crisi senza pensione e senza alcun reddito.

Per il suo governo questo dovrebbe essere la priorità assoluta ma la risposta di oggi dimostra esattamente il contrario”. E questo è solo un segnale di come effettivamente la riforma del sistema previdenziale sia bloccata.

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di Marianna Quatraro pubblicato il