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Pensioni uomini e donne: uscita prima per le seconde con regole Fornero prima modifica Letta

Regime Opzione Donna dell’Inps per andare in pensione prima: come fare



Non solo flessibilità e penalizzazioni ma anche ipotesi per le donne di lasciare prima il lavoro. Sono in molti a ritenere che la parificazione dell’età pensionabile tra uomini e donne è discriminante perchè penalizza decisamente le donne lavoratrici.

“La riforma delle pensioni va cambiata. Non si possono penalizzare i lavoratori, soprattutto le donne, toccando in particolare chi è stato a casa dal lavoro per farsi carico dell'assistenza di bambini e altri familiari”: ha detto l'assessore dell'Emilia Romagna alle Pari opportunità, Donatella Bortolazzi.

Dello stesso parere anche il segretario del Pd Guglielmo Epifani dice no alla parificazione dell'età pensionabile tra uomini e donne. Per Epifani si tratta di “un oltraggio alla differenza sostanziale che c'è tra il lavoro femminile e quello maschile”.

Posizione ampiamente condivisa da Cecilia Carmassi, responsabile Politiche sociali e Lavoro della Segreteria nazionale del PD, secondo cui “Con la scusa dell'uguaglianza si è operata una profonda ingiustizia”.

Intanto per l'anno 2013 le donne lavoratrici possono accedere alla pensione con la cosiddetta ‘Opzione Donna’, regime sperimentale proposto dall’Inps, fino al 31 dicembre 2015.

In deroga ai nuovi requisiti pensionistici introdotti dalla riforma Fornero, questa possibilità riconosce alle sole lavoratrici il diritto di accedere alla pensione di anzianità con i requisiti più favorevoli in vigore al 31 dicembre 2007, accettando però che la pensione sia calcolata con il metodo contributivo.

Per accedere a Opzione Donna occorrono almeno 35 anni di anzianità contributiva e un'età pari a 57 anni e 3 mesi, se si tratta di lavoratrice dipendente, e 58 anni e 3 mesi, se la lavoratrice è autonoma.

L'uscita con il regime sperimentale impone che la pensione sia calcolata interamente col metodo contributivo, che in generale determina un importo di pensione meno conveniente rispetto al metodo misto-retributivo.

Le lavoratrici del comparto scuola che accedono al regime sperimentale sono soggette al differimento di un anno della finestra prevista dalla normativa di settore, per cui la pensione, calcolata con il metodo contributivo, ha decorrenza dal primo settembre dell'anno successivo a quello in cui vengono perfezionati i requisiti. L'insegnante che maturi il diritto all'Opzione Donna nel 2013 avrà accesso alla pensione dal primo settembre 2014.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il