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Pensioni anzianità e vecchiaia: un minimo fisso per tutti. Nuova proposta di Amato a Governo Letta

Fondo pensione minimo per tutti: la nuova idea di Amato. In cosa consiste



Non solo flessibilità e penalizzazioni: al nuovo governo Letta è arrivata una nuova proposta per quanto riguarda il mondo delle pensioni da cambiare. Ad avanzarla è stato l’ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato, e consiste nella garanzia di un fondo pensionistico minimo da poter garantire a tutti.

La proposta nasce dalla consapevolezza della situazione pensioni di oggi e del valore, spesso troppo basso, degli assegni pensionistici che talvolta non consentono di condurre una vita dignitosa.

Amato dice infatti: “Possiamo ignorare che sono sempre più numerosi i lavoratori che hanno bassi salari e attività discontinua, cosicché la contribuzione da loro accumulata non consentirà alla fine di ricavarne una pensione che basti per vivere”, e propone pertanto l'introduzione di un fondo comune finanziato da tutti i contribuenti, che possa assicurare una pensione minima fissa per tutti.

Secondo Amato, “Bisognerebbe pensare ad organizzare diversamente l'intero monte contributi, destinando una quota di quelli versati da ciascuno, una quota che può essere crescente al crescere del reddito, ad un fondo comune, che paga le pensioni a tutti i pensionati fino al livello minimo stabilito”.

Questo sistema potrebbe garantire una pensione per tutti, indipendentemente da età e requisiti, cercando di sostenere soprattutto coloro in difficoltà lavorative. Amato sostiene poi anche la proposta che era stata avanzata da chi voleva un contributo di solidarietà dalle pensioni cosiddette d'oro, ritenuto però illegittimo dalla Corte Costituzionale.

Amato sostiene, infatti, che “La sentenza della Corte è ineccepibile”. Per i prelievi tributari vale, infatti, il principio della loro correlazione alla capacità contributiva di cui all’art.53 della Costituzione, che, insieme al principio di eguaglianza, non consente di distinguere in base alla natura del reddito che è fonte di tale capacità.

E’ illegittimo perciò un prelievo sulle sole pensioni, mentre non lo sarebbe stato “un più universale intervento impositivo”. Ciò significa che le pensioni più alte, per quanto siano da molti percepite come un privilegio, non possono essere oggetto di speciali contributi, perché servono essenzialmente ad aumentare il gettito fiscale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il