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Pensioni lavoratori precoci e usuranti: Damiano. Cambiamenti Governo Letta fondamentali

Regole ad hoc per tutelare lavoratori precoci e usuranti: cosa si potrebbe fare



Poter andare in pensione a 62 con 35 anni di contributi, ma, rispetto alla soglia dei 66 anni, per ogni anno di anticipo in cui si va in pensione, previste penalizzazioni del 2% dell'importo dell’assegno finale, che potrebbe raggiungere un massimo dell'8% se per esempio si decide di lasciare il lavoro a 62 anni: questo il nuovo piano pensioni proposto da Cesare Damiano del Pd e di cui si discute ormai da settimane.

Questa l’ipotesi di modifica del governo all’attuale sistema pensionistico firmato dall’ex ministro Fornero ma che merita di subire cambiamenti. C’è da sottolineare che insieme alle penalizzazioni, questo piano Damiano prevede anche incentivi per ogni anno di ritardo in cui si va in pensione, fino alla soglia massima dei 70 anni.

Anche l’ex governatrice della Regione Lazio, Renata Polverini, ha avanzato una proposta simile che prevede la possibilità di andare in pensione con le vecchie regole per gli esodati ancora bisognosi di tutela. Ma il sistema di flessibilità firmato Damiano non è ben visto da tutti.

Giuliano Cazzola del Pdl, per esempio, ritiene che la proposta di legge all’insegna della flessibilità avrà conseguenze negative “stimabili a regime in almeno una decina di miliardi”.

E si pone inoltre un altro problema da risolvere, quello che cioè riguarda i lavoratori precoci o coloro che hanno svolto, e svolgono, lavori usuranti. Per loro, infatti, dovrebbero essere pensate regole ad hoc di salvaguardia, considerando che hanno iniziato a lavorare a 16 anni, il che significa anche ridurre al minimo, o eliminare completamente, le penalizzazioni previste dalla proposta Damiano.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il