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Pensioni uomini e donne: uscita attuale e con cambiamenti Governo Letta

Uomini e donne in uscita alla stessa età: discriminante. Riforma va cambiata



Gli ultimi Inps sulle pensioni in Italia fotografano certo una situazione gradevole: dai dati emerge infatti che oltre il 15% degli Italiani, circa la metà dell’intera somma dei pensionati percepisce un assegno di pensione inferiore ai 1.000 euro al mese e che un terzo di questi rientra in un range che sta sotto ai 500 euro (2,2 milioni gli individui interessati); considerando che solo il 25% degli italiani in pensione riesce ad arrivare ad un importo tra i 1.000/1.500 euro mensili, in media la pensione percepita è di euro 1.269.

Il pensionato medio nel 2011 ha incassato circa 16.000 euro all’anno, con una maggiorazione rispetto a quello precedente assolutamente esigua; quasi la metà di essi hanno un’età compresa fra i 65 e 79 anni, mentre solo il 27,8% di essi percepisce una pensione pur avendo meno di 65 anni e il 23% di essi è un pensionato ultra ottantenne.

Le donne poi percepiscono una pensione che non supera i 1.100 euro contro i 1.518,57 euro percepiti dai colleghi uomini e questo dipende dalle età di pensionamento, oggi fissata per tutti a 66 anni.

Anche se rendere paritaria anagraficamente l’uscita dal lavoro di uomini e donne è discriminante e tanti chiedono la revisione di un sistema che penalizza decisamente le donne lavoratrici.

La pensione di vecchiaia, per le donne iscritte all'AGO e forme sostitutive, a partire dal primo gennaio 2012, infatti, si conseguirà a 62 anni ed entro il 2018 si dovrà arrivare a 66 anni di età. Ci sarà quindi parità tra uomini e donne.

Sempre da gennaio 2012 per le lavoratrici autonome e le iscritte alla Gestione separata, l’età pensionabile è fissata a 63 anni e 6 mesi e per il  2018 a  66 anni di età ed anche le donne del settore pubblico iscritte a Fondi esclusivi potranno conseguire la pensione di vecchiaia a 66 anni, come gli uomini del settore privato e pubblico, sia dipendenti sia autonomi. Tutti, inoltre, uomini e donne, devono avere un’anzianità contributiva di almeno 20 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il