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Pensioni lavoratori precoci e usuranti:pochi annunci e nessuna indicazione in proposte Governo Letta

Come risolvere pensioni lavoratori precoci e usuranti: le possibilità



Sembra sarà rimandata ad ottobre e non più a settembre la discussione sui nuovi piani pensione e al momento la proposta più discussa è quella del Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, Cesare Damiano, che vuole una maggiore flessibilità per quanto riguarda l’età pensionabile.

Questa proposta permette di andare in pensione, se in possesso di almeno 35 anni di contributi, tra i 62 e i 70 anni di età. Chi decide di lasciare il lavoro prima dell’attuale soglia fissata a 66 anni riceverebbe una decurtazione dell’assegno pensionistico mensile pari al 2% per ogni anno di anticipo, mentre chi lascia il posto di lavoro dopo i 66 anni riceverebbe invece incentivi del 2% per ogni anno di ritardo.

Così facendo si darebbe la possibilità di poter uscire prima dal lavoro e forse anche di risolvere il nodo esodati, ma resterebbe da risolvere il nodo dei lavoratori precoci, coloro che cioè hanno iniziato a lavorare molto presto e che svolgono lavori usuranti.

Molti di loro svolgono infatti lavori che non si possono protrarre fino ai 66 anni e imporre a questa categorie di persone di lavorare fino a tale età sarebbe disumano. Per questo motivo sono necessarie norme ad hoc per queste categorie di lavoratori.

Molti, dunque, hanno avanzato l’ipotesi di andare in pensione con 40/41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica, o anche di eliminare del tutto le penalizzazioni previste dl piano Damiano.

Al momento, però, si tratta solo di nuovi annunci perché nulla riguardante lavoratori precoci e usuranti rientra effettivamente nelle ipotesi di modifica presentate al governo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il