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Imu 2013: prima casa, seconda casa, capannoni, negozi. Le ipotesi aggiornate del Governo Letta

Imu: cosa potrebbe cambiare entro settembre. Le ipotesi in ballo



C’è chi propone di ridurre l'Imu sulla prima casa e sugli immobili strumentali delle aziende, come capannoni, negozi e terreni; chi punta a rimodulare l’imposta sulla prima casa per ridurre il prelievo sui redditi medio-bassi; chi, invece, propone un aumento della franchigia da 200 a 500-600 euro, esentando così dal pagamento oltre l'80% dei contribuenti; e chi ha proposto una service tax che comprenderebbe Tares ed Imu insieme.

Sono diverse le ipotesi allo studio per la formulazione di una nuova riforma dell’Imu ma bisognerà attendere fino al 31 agosto per conoscere quali saranno effettivamente le nuove misure che verranno adottate in merito.

Il 31 agosto è infatti il tempo limite annunciato tempo fa dal premier Enrico Letta si lavoro alla riforma dell’Imu. E se altre questioni, come esodati e pensioni, rischiano di slittare sempre, questa dell’Imu sembra invece trovare effettivamente conferma di definizione entro la fine del mese.

Se la cancellazione dell’Imu, almeno teoricamente, potrebbe essere la scelta più facilmente attuabile, ne godrebbero specialmente i redditi più alti e quindi non rispetterebbe il principio di equità, inoltre costerebbe allo stato circa 4 miliardi a fronte di un risparmio medio di 227 euro per i contribuenti, meglio sarebbe l'ipotesi di detrazione in base all’Isee di 600 euro rispetto ai 200 attuali, sostitutiva rispetto ai 50 euro per figlio e decrescente alla crescita dell’indicatore, misura che permetterebbe effettivamente una modulazione dell’imposta sulla base della reale situazione reddituale e patrimoniale.

Tra le altra proposte, l’introduzione di una service tax che comprenda anche la Tares e venga versata anche dagli inquilini, con alcuni correttivi in base al reddito e al nucleo familiare, operazione che avrebbe un gettito complessivo di 4,3 miliardi.

Per quanto riguarda, invece, le imprese, l’ipotesi più probabile potrebbe essere quella di una deducibilità dell’imposta ai fini dell’Ires e dell’Irpef, intervento che, in base ai calcoli del Mef, genererebbe un beneficio produttivo pari a circa 1,5 miliardi di euro con delle ripercussioni positive.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il