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Redditometro 2013-2014: come funziona. Cosa sarà controllato e nuove regole decise

In arrivo il nuovi redditometro: sarà più tollerante


E' in arrivo il nuovo Redditometro, per stanare gli evasori, ricostruire il tenore di vita di un cittadino o di un'azienda, ma che prevederà una tolleranza del 20% rispetto al dichiarato.

Dalle bevande ai detersivi, dalla bolletta della luce, alla scommessa online alla retta dell'asilo nido, dal mutuo ai Bot: queste alcune delle voci di spesa rilevanti ai fini del redditometro indicate nel decreto del ministero dell'Economia.

L'Agenzia delle Entrate ha diffuso la circolare con le istruzioni operative del nuovo metodo di accertamento del reddito, evidenziando come l'attenzione sarà puntata ‘sugli scostamenti significativi tra reddito dichiarato e capacità di spesa manifestata, ma solo se il gap è di almeno il 20%’.

Nella selezione dei contribuenti a maggior rischio di evasione, l'amministrazione finanziaria prenderà in considerazione solo spese e dati certi, presenti in Anagrafe tributaria o nella dichiarazione dei redditi, e non terrà conto delle spese medie Istat.

I contribuenti che finiranno nel mirino del nuovo redditometro sono coloro per i quali è emerso un significativo scostamento tra reddito dichiarato e spese sostenute rientranti tra le ‘spese certe’ (presenti nell'Anagrafe tributaria o indicate dal contribuente stesso in dichiarazione dei redditi) e le ‘spese per elementi certi’ (le spese per mantenere i beni presenti in Anagrafe, quali l'abitazione o i mezzi di trasporto).

Questo permette di incentrare il contraddittorio su dati certi e situazioni di fatto oggettivamente riscontrabili, con l'obiettivo di ridurre al minimo l'incidenza delle presunzioni.

Il nuovo Redditometro mette infatti a confronto la spesa complessiva ed effettiva del contribuente con il reddito dichiarato, prendendo in considerazione le spese certe sostenute direttamente dal contribuente o dal familiare fiscalmente a carico che risultano dall'Anagrafe tributaria o che vengono indicate dal contribuente stesso in dichiarazione dei redditi; le spese per elementi certi, ottenute applicando la valorizzazione ai dati certi; la quota relativa agli incrementi patrimoniali; la quota del risparmio formatasi nell'anno.

Solo nel caso in cui il contribuente non fornisca le necessarie indicazioni in relazione alle spese elencate, l'ufficio prenderà in considerazione anche le spese correnti, quantificabili in base alla media Istat, che concorreranno alla determinazione sintetica del reddito.

Se risulterà un discostamento, il contribuente sarà chiamato a fornire chiarimenti sugli elementi di spesa individuati e sul suo reddito, dimostrando con prove dirette che le spese sostenute potevano essere effettivamente sostenute.

Se le spiegazioni fornite saranno esaustive, l'attività di controllo si chiuderà sin da subito, altrimenti il contribuente riceverà un nuovo invito al contraddittorio, che potrebbe far scattare poi l’accertamento vero e proprio.
 




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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il 01/08/2013 alle ore 11:40