BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni lavoratori precoci e usuranti: se statali ritornano baby-pensioni grave ingiustizia Governo

Ritorno alle baby pensioni? Un’ingiustizia secondo molti



C'è agitazione nel mondo dei pensionandi e il motivo? Il ritorno delle baby pensioni, ipotesi che riguarderebbe lavoratori che possono uscire dagli apparati pubblici senza conseguenze per la macchina statale.

Il ministro della Funzione pubblica Giampiero D’Alia, starebbe cercando una soluzione per l'applicazione concreta, che diventerebbe l'occasione per ristrutturare in modo efficace la pesante macchina statale, prendendo a pretesto i 7 mila dipendenti della pubblica amministrazione che il decreto sulla spending review dell'esecutivo di Mario Monti esonerò dall'applicazione della legge Fornero perché considerati in soprannumero, esuberi ai quali è consentito andare in pensione con le vecchie regole più convenienti.

Questa possibilità, sottolineano dal governo, dovrebbe riguardare solo gli esuberi. L’idea nasce, infatti, dalla legge che istituiva la revisione delle piante organiche, giacchè secondo le norme della spending review sembrerebbe più conveniente, per le casse statali, mandare in pensione i lavoratori intorno ai 50 anni, ma solo di alcuni specifici settori statali.

Le baby pensioni riguarderebbero anche le forze armate, i cui ranghi, secondo la road map tracciata dagli ultimi due governi, dovrebbero ridursi di 40mila unità nei prossimi 10 anni, ragione per cui l’ipotesi ha trovato appoggio al Ministero della Difesa.

Ma da molti questo sistema delle baby pensioni per gli statali viene considerata un’ingiustizia, soprattutto nei confronti di lavoratori precoci e di coloro che svolgono lavori usuranti che per il carico di lavoro da svolgere e gli anni di lavoro già svolti, dovrebbero poter lasciare prima.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il