Imu 2013: ultima settimana per prendere decisioni detrazioni-abolizione prima vacanze Parlamento

Ultimi giorni prima delle vacanze per valutare le nuove ipotesi Imu



Ridurre l'Imu sulla prima casa e sugli immobili strumentali delle aziende, come capannoni, negozi e terreni; rimodulare l’imposta sulla prima casa per ridurre il prelievo sui redditi medio-bassi; aumentare la franchigia da 200 a 500-600 euro, esentando così dal pagamento oltre l'80% dei contribuenti; o pensare ad una service tax che comprenderebbe Tares ed Imu insieme: queste le ipotesi allo studio per la una nuova riforma dell’Imu che dovrebbe arrivare entro il 31 agosto, tempo limite annunciato tempo fa dal premier Enrico Letta, per cui la settimana che inizia oggi, lunedì 5 agosto, è l’ultima per pensare alle proposte da discutere, prima che inizino le vacanze estive per la politica.

Se la cancellazione dell’Imu, almeno teoricamente, potrebbe essere la scelta più facilmente attuabile, ne godrebbero specialmente i redditi più alti e quindi non rispetterebbe il principio di equità, inoltre costerebbe allo stato circa 4 miliardi a fronte di un risparmio medio di 227 euro per i contribuenti, meglio sarebbe l'ipotesi di detrazione in base all’Isee di 600 euro rispetto ai 200 attuali, sostitutiva rispetto ai 50 euro per figlio e decrescente alla crescita dell’indicatore, misura che permetterebbe effettivamente una modulazione dell’imposta sulla base della reale situazione reddituale e patrimoniale.

Intanto, secondo un confronto dell'imposta sugli immobili nel 2012 nei vari capoluoghi di provincia, secondo uno studio dell'ex senatore Marco Stradiotto, l’Imu sulla prima casa è costata a Crotone appena 10,95 euro, a Siena 239,63 euro. E sono i cittadini senesi, insieme a milanesi e romani, a pagare l'Imu più alta d'Italia.

Il record spetta appunto a Siena, dove l'importo per abitante è di 902,54 euro, mentre negli altri due capoluoghi si supera comunque la soglia di 800 euro per abitante.

Il passaggio dall'Ici all'Imu sulla prima casa è costato molto caro anche ai cittadini di Taranto, dove l'imposta ha subito un incremento del 78,53% (a 56,85 euro nel 2012). Tra le città con i maggiori aumenti anche Ancona (+54% a 133,63 euro).

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di Marcello Tansini pubblicato il