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Pensioni uomini e donne: cambiamenti Governo Letta devono riguardare anche assegno. Troppa disparità

Come modificare pensioni uomini e donne: la situazione



Si parla in queste ultime settimane di nuovo piano pensioni per modificare la rigida riforma Fornero, e tra le modifiche si pensa anche ad un sistema che non penalizzi le donne.

Dagli ultimi dati Inps è risultato, infatti, che le pensioni di anzianità e salgono quelle di vecchiaia per i lavoratori privati nel 2012, anno in cui si è registrato rispetto al 2011 un aumento delle pensioni di vecchiaia dell'8,8% ed un calo consistente delle nuove pensioni di anzianità del 25,1% dovuto soprattutto all'inasprimento dei requisiti di accesso in vigore per effetto delle norme Fornero.

Ma sono allarmanti anche i dati sugli importi medi, da cui risulta che i valori delle pensioni di anzianità femminili risultano inferiori a quelli maschili, sia nel lavoro dipendente (1.618 euro medi mensili rispetto a 2.130 euro per gli uomini) sia in quello autonomo (997 euro contro 1.360).

In generale, il valore degli assegni risulta talmente basso da non poter pensare di farlo calare ancora. Secondo l’Inps, infatti, vi sono moltissimi pensionati italiani che percepiscono una pensione che a stento arriva ai 500 euro mensili, e un’altra buona parte non raggiunge i mille euro.

Il pensionato medio nel 2011 ha incassato circa 16.000 euro all’anno, con una maggiorazione rispetto a quello precedente assolutamente esigua; quasi la metà di essi hanno un’età compresa fra i 65 e 79 anni, mentre solo il 27,8% di essi percepisce una pensione pur avendo meno di 65 anni e il 23% di essi è un pensionato ultra ottantenne.

Le donne poi percepiscono una pensione che non supera i 1.100 euro( 1.053,35 euro per la precisione) contro i 1.518,57 euro percepiti dai colleghi uomini e questo dipende dalle età di pensionamento, oggi fissata per tutti a 66 anni. Anche se rendere paritaria anagraficamente l’uscita dal lavoro di uomini e donne è discriminante e tanti chiedono la revisione di un sistema che penalizza decisamente le donne lavoratrici.

Secondo l'assessore dell'Emilia Romagna alle Pari opportunità, Donatella Bortolazzi, “La riforma delle pensioni va cambiata. Non si possono penalizzare i lavoratori, soprattutto le donne, toccando in particolare chi è stato a casa dal lavoro per farsi carico dell'assistenza di bambini e altri familiari”.

Anche il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, ha detto: “Non mi va giù l'innalzamento dell'età pensionabile uguale per uomini e donne che si è realizzato con la riforma. Non è vero che non ci siamo battuti per questo e se non ci siamo riusciti allora, io dico che se rimetteremo mano alla flessibilità dell'età pensionabile servirà maggiore attenzione alla complessità della condizione della donna”.


   
Autore:

Marianna Quatraro
  

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Autore: Marianna Quatraro
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