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Pensioni ultime notizie oggi: Governo Letta: “Nessuna riforma Pensione 2013”

“Non ci sarà alcuna nuova riforma pensionistica”: Giovannini smentisce sé stesso



Era stata annunciata per settembre la discussione di un nuovo piano pensioni che avrebbe dovuto modificare in parte l’impostazione della riforma Fornero, permettendo di andare in pensione prima, a 62 anni, con 35 anni di contributi, accettando un sistema di penalizzazioni e incentivi, a seconda dell’età in cui si sarebbe deciso di lasciare il lavoro rispetto alla soglia attuale dei 66 anni, secondo quanto proposto da Cesare Damiano.

Questa proposta avrebbe dovuto porre fine anche alla cosiddetta questione esodati, cercando di evitare la creazione di un nuovo esercito di tali lavoratori. Ma poi la situazione non è stata più così chiara e prima il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha annunciato uno slittamento della discussione ad ottobre, poi, proprio qualche giorno fa, ha invece annunciato che non vi sarà alcuna nuova riforma pensionistica.

Il ministro ha ribadito l'intenzione del governo di non stravolgere l’impianto della legge Fornero, smentendo, dunque, le sue stesse parole di qualche tempo fa, quando appunto aveva rimandato a dopo l’estate le novità nel comparto welfare.

A spingere verso la necessità di una nuova riforma sono stati anche gli ultimi dati Inps sulle pensioni, che hanno generato un nuovo allarme. Secondo l’Inps, infatti, nel 2012 sono diminuite le pensioni di anzianità e salite quelle di vecchiaia per i lavoratori privati, anno in cui si è registrato rispetto al 2011 un aumento delle pensioni di vecchiaia dell'8,8% ed un calo consistente delle nuove pensioni di anzianità del 25,1% dovuto soprattutto all'inasprimento dei requisiti di accesso in vigore per effetto delle norme Fornero.

Le nuove pensioni di anzianità liquidate nei principali Fondi nel 2012 sono state pari a 111.688 trattamenti, di cui il 72% (79.977) erogati a lavoratori dipendenti, con un'età media alla decorrenza di 59,1 anni e il 28% (31.711) a lavoratori autonomi (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani ed esercenti attività commerciali) con un'età media di 60,6 anni.

Per quanto riguarda poi le pensioni di vecchiaia, il numero delle nuove liquidazioni nel 2012 è di 133.547 per il 61% (81.231) destinate ai lavoratori dipendenti, con età media alla decorrenza di 62,9 anni.  Allarmante la situazione anche per quanto riguarda gli importi medi, dove i valori delle pensioni di anzianità femminili risultano inferiori a quelli maschili, sia nel lavoro dipendente (1.618 euro medi mensili rispetto a 2.130 euro per gli uomini) sia in quello autonomo (997 euro contro 1.360).

Questi numeri evidenziano la necessità di aumentare gli assegni, attualmente troppo bassi. Secondo le stime, infatti, un ex lavoratore su due percepisce un assegno inferiore ai mille euro al mese, con evidentissime disparità tra il settore privato, 880 euro di media, e il pubblico ex Inpdap, invece superiore ai 1700 euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il