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Imu 2013, Governo Letta: entro fine Agosto dovrà decidere sulla rata prima casa

Come potrebbe cambiare l’Imu e ipotesi migliori secondo Saccomanni



Mentre sta per scadere il tempo di presentazione di una nuova riforma Imu che, secondo quanto annunciato dal premier Enrico Letta, dovrebbe arrivare entro il 31 agosto, e mentre c’è chi continua a ribadire l’abolizione totale della tassa sulle prime case, il Tesoro, nel documento per la riforma dell'Imu, spiega che la cancellazione della prima rata Imu, sospesa fino a settembre, ha effetti negativi sul gettito 2013 per 2.426,4 milioni di euro, di cui circa 2,1 miliardi ascrivibili alle abitazioni principali e circa 0,3 miliardi alla componente terreni e fabbricati rurali.

Secondo quanto riportato dal documento, ‘L'abolizione della prima rata Imu sospesa comporta una perdita di gettito che si riflette interamente in una riduzione delle entrate comunali.

Il meccanismo più semplice per attuare una compensazione è quello di assegnare agli enti la metà del gettito riscosso nel 2012, come risulta dai versamenti F24 a livello comunale dello scorso anno.

Questo meccanismo di compensazione eviterebbe comportamenti opportunistici da parte di Comuni che potrebbero aver aumentato l'aliquota solo in previsione di maggiori trasferimenti compensativi relativi all'Imu 2013. La compensazione potrebbe avvenire aumentando le risorse del Fondo di Solidarietà Comunale’.

Intanto, il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, nel documento presenta le proposte di riforma dell'Imu su cui si ragiona, riportando, per ogni ipotesi di intervento, l'impatto di gettito, gli effetti distributivi sui contribuenti, le implicazioni in termini di finanza locale e gli aspetti amministrativi e gestionali per il contribuente e l'Amministrazione.

‘L'ipotesi di esenzione totale dell'Imu sulla prima casa non sembra pienamente giustificabile sul piano dell'equità ed efficienza del tributo’, secondo quanto si legge nel documento del Mef che sottolinea anche come la misura avrebbe ‘un effetto fortemente regressivo: il beneficio aumenterebbe al crescere del reddito complessivo’.

Le due ipotesi che, secondo Saccomanni, sarebbero migliori sono l'introduzione della Service tax e l'allentamento dei vincoli finanziari dei comuni, lasciando loro la possibilità, nell'esercizio della propria autonomia tributaria, di ridurre il prelievo Imu per l'abolizione principale e relative pertinenze fino all'azzeramento dell'imposta.

Nel documento si spiega che l'introduzione della Service tax consentirebbe di ‘rafforzare il controllo democratico dei cittadini nei confronti degli amministratori locali’; mentre la seconda ipotesi, che viene classificata come ‘derubricazione della revisione Imu relativa all'abitazione principale’, secondo il ministro consentirebbe di ‘determinare uno stimolo ad interventi di crescita’.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il