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Imu 2013: ipotesi Governo Letta prima casa, seconda casa, capannoni, aziende, uffici

Le ipotesi per una nuova Imu: il dossier dell’Economia



Cancellazione totale dell’Imu, superamento dell’imposta, sostituita da una service tax che comprenderebbe i servizi indivisibili, come illuminazione e sicurezza ma non la Tares sui rifiuti e l’Irpef regionale: il ministero dell’Economia ha pubblicato un documento di oltre 100 pagine sulla riforma dell’Imu, sul suo sito e il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha avanzato diverse possibili soluzioni alla questione dell’Imu.

Ipotesi che “tengono conto di quanto emerso negli ultimi mesi nel dibattito politico e negli interventi accademici”, come specificato dal ministro stesso.

Ma, per esempio, la totale cancellazione dell’imposta è definita dal ministro ‘iniqua’, mentre rispetterebbe l’equità l’idea, del tutto nuova, di far continuare a pagare l’Imu sulla prima casa, consentendo poi a tutti di portarla in detrazione Irpef, operazione che, però, costerebbe parecchio, 3,3 miliardi.

Secondo il ministro, potrebbe andar bene collegare il prelievo ai valori più vicini a quelli di mercato delle micro-zone censite dall’Agenzia del territorio, le stime Omi, così come l’ipotesi, per il 2013, di non pagare la rata di settembre per poi a dicembre far pagare l’Imu sulla prima casa solo ai proprietari con reddito Isee più alto.

L’ipotesi contenuta nel dossier indica a quota 13mila euro del nuovo Isee la soglia sotto la quale l’Imu non verrebbe pagata, perché la detrazione salirebbe progressivamente dagli attuali 200 a 600 euro, in misura inversamente proporzionale al reddito. In questo caso otterrebbero vantaggi maggiori i nuclei familiari a reddito più modesto.

A livello geografico gli sgravi maggiori sarebbero per città come Roma e Firenze che hanno valori catastali medi più alti, mentre nei piccoli Comuni il vantaggio sarebbe modesto.

Il nuovo metodo di calcolo dell’Imu sull’abitazione principale resterebbe in vigore anche nel 2014, quando però l’imposta verrebbe assorbita dalla nuova service tax, che, nell’ipotesi contemplata nel dossier, non comprenderebbe, come inizialmente previsto, la Tares sui rifiuti e l’Irpef regionale, ma solo il prelievo per i servizi indivisibili, tipo illuminazione e sicurezza. La parte relativa ai servizi sarebbe dovuta dagli inquilini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il