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Pensioni uomini e donne: età, uscita anticipata. Le proposte in attesa settembre Governo Letta

Requisiti attuali e possibili modifiche pensioni per uomini e donne: la situazione



Dagli ultimi dati sulle pensioni resi noti dall'Inps, risulta che per gli importi medi, i valori delle pensioni di anzianità femminili sono inferiori a quelli maschili, sia nel lavoro dipendente (1.618 euro medi mensili rispetto a 2.130 euro per gli uomini) sia in quello autonomo (997 euro contro 1.360).

In generale, il valore degli assegni risulta talmente basso da non poter pensare di farlo calare ancora. Secondo l’Inps, infatti, vi sono moltissimi pensionati italiani che percepiscono una pensione che a stento arriva ai 500 euro mensili, e un’altra buona parte non raggiunge i mille euro e le donne percepiscono una pensione che non supera i 1.100 euro contro i 1.518,57 euro percepiti dai colleghi uomini e questo dipende dalle età di pensionamento, oggi fissata per tutti a 66 anni.

Anche se rendere paritaria anagraficamente l’uscita dal lavoro di uomini e donne è discriminante. Per questo molti chiedono la revisione di un sistema che penalizza le donne lavoratrici. Prima della riforma Monti, i requisiti per andare in pensione erano legati esclusivamente all'età anagrafica (pensione di vecchiaia) o ad una combinazione di età anagrafica ed anzianità contributiva (pensione di anzianità).

La riforma Fornero ha eliminato Ora non le pensioni di anzianità. L’età minima per andare in pensione, che per decenni è stata di 60 anni per le donne e di 65 per gli uomini, è cambiata ed è stata equiparata per uomini e donne dipendenti a 66 anni, mentre se si tratta di lavoratori autonomi, l’età è di 63 anni 3 6 mesi per le donne e 66 anni e 6 mesi per gli uomini. Questa età diventerà gradualmente, per tutti, 67 anni e 2 mesi, nel 2021, senza distinzioni di sesso o di ambito lavorativo.

Poi subirà degli adeguamenti ogni due anni, in base alle variazioni della speranza di vita. I professionisti iscritti agli Ordini, e di conseguenza alle Casse previdenziali autonome, seguono invece le regole della propria Cassa.

C'è tuttavia la possibilità di andare in pensione anticipata per chi ha cominciato presto a lavorare, purchè le donne abbiano maturato 41 anni e un mese di contributi versati; e gli uomini 42 anni e un mese di contributi versati, ma, in questo caso, l'importo della pensione viene tagliato del 2% per ciascun anno di anticipo rispetto ai requisiti di vecchiaia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il