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Pensioni uomini e donne: valore assegno deve aumentare. Non solo uscita anticipata Governo Letta

I sindacati chiedono maggiori tutele ai fini pensionistici per le donne.



Le modifiche che il governo Letta sta preparando al mondo delle pensioni e alla legge Fornero sono al vaglio degli esperti ministeriali che stano concentrando la loro attenzione anche sulle disparità tra uomini e donne.

In Italia infatti le donne percepiscono pensioni inferiori del 65,6% rispetto a quelle degli uomini, con una media mensile di 8.732 euro contro i 14.460 euro degli uomini.

I dati dicono che oltre la metà delle pensionate ha un assegno da meno di mille euro al mese e che, complessivamente il 56,1% dei 266 miliardi di euro erogati in trattamenti pensionistici dall’Inps è destinato agli uomini, che rappresentano però il 47,1% degli interi pensionati italiani.
I numeri si riferiscono a uno studio basato sui dati del 2011 e provengono dall’analisi nell’analisi Inps-Istat Trattamenti pensionistici e beneficiari: un’analisi di genere, presentata il 2 agosto scorso.

Da qui l’auspicio che le donne possano godere di maggiori tutele ai fini pensionistici; un auspicio ribadito anche dal segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone: “Le donne sono state a lungo discriminate nei posti di lavoro, hanno lavorato tanto e con stipendi più bassi degli uomini. È per questo che oggi che sono in pensione sono più povere. Diciamo che purtroppo sono davvero l’ultima ruota del carro, anche perché non è mai stato riconosciuto loro il lavoro di cura che hanno svolto e che continuano ancora a svolgere. Per invertire questa tendenza – ha continuato il segretario generale della Spi-Cgil – bisogna intervenire sul lavoro e per farlo ci vogliono più diritti e più uguaglianza. Non sarebbe male inoltre che nel rivedere la legge Fornero si intervenisse per correggere i danni che ha prodotto anche alle donne, che sono tanti e pesantissimi”.

Autore: Marcello Tansini

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Autore: Marcello Tansini
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