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Pensioni vecchiaia e anzianità: modifiche Legge Fornero assai difficili

Doccia gelata dopo le ultime dichiarazioni di Giovannini per chi si aspettava sostanziali modifiche al sistema previdenziale.



Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Enrico Giovannini non si dice affatto convinto di voler stravolgere l’impianto della cosiddetta legge Fornero. Quello che sembra però il vero problema non consiste tanto nel fatto che Giovannini neghi la volontà del Governo di rimettere mano all’impianto del sistema pensionistico italiano, ma quanto nell’idea che gli interventi che saranno attuati in materia di pensioni saranno probabilmente graduali e correlati a quanto previsto nella cosiddetta Legge di Stabilità.

Tutto rimandato a cavallo tra ottobre e novembre dunque, con buona pace di chi si aspettava segnali importanti già a partire dal primo Consiglio dei ministri previsto al rientro dalle ferie in cui si pensava potesse essere inserita anche l’approvazione del decreto D’Alia, primo passo verso le modifiche alla legge tanto criticata nella scorsa legislatura a causa della creazione del problema esodati.

Lo slittamento del decreto D’Alia ha provocato tra l’altro l’interruzione del prepensionamento di 200mila dipendenti dello Stato e degli enti pubblici e anche quella di una serie di soluzioni che si pongono l’obiettivo di reperire le giuste risorse finanziarie utili a sovvenzionare i contratti tali da essere rinnovati a cadenza annuale e delle linee di intervento per migliorare ulteriormente anche la situazione scolastica. In più, c’è da ricordare anche che nel decreto D’Alia era prevista anche la stabilizzazione di una parte dei precari della pubblica amministrazione, tema tanto caro ad Enrico Letta che lo aveva indicato come una priorità del suo esecutivo.

La soluzione indicata dal ministro era quella di indire nuovi concorsi con una riserva del 50% per chi ha già lavorato per il pubblico, ma lo slittamento potrebbe di nuovo mischiare le carte in tavola.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il