Fusione tra Nokia e Siemens. Alcune considerazioni.

Oggi l’azienda finlandese porta la strategia dell''economico e semplice' nella nuova joint venture tra giganti annunciata con Siemens: insieme uniscono le forze e danno vita al terzo gruppo mondiale della telefonia, dopo Ericsson e Alcate



"Certamente inizialmente sono stata attirata dal prezzo molto accessibile, ma poi ho visto che era anche molto semplice da usare. Ha imparato persino mio padre ad usarlo!!!". Forse questo commento, preso da uno dei tanti siti dedicati ai telefonini, è una delle migliori sintesi del modo in cui Nokia ha saputo conquistare il mercato dei più giovani.

Oggi l’azienda finlandese porta la strategia dell'"economico e semplice" nella nuova joint venture tra giganti annunciata con Siemens: insieme uniscono le forze e danno vita al terzo gruppo mondiale della telefonia, dopo Ericsson e Alcatel-Lucent.

Obiettivo dichiarato, collegare le infrastrutture per risparmiare entro il 2010 un miliardo e mezzo di euro, lasciando a casa nove dei sessanta mila dipendenti. La nuova società si chiamerà Nokia Siemens Networks e potrà contare su un fatturato di 15,8 miliardi di euro l'anno. Unirà le attività delle due compagnie nel campo di telefoni e reti e apparterrà al 50% a ciascuno dei due gruppi. Secondo il Credit Suisse possiederà una quota di mercato del 21 per cento, cinque punti meno di Ericsson. La collaboraizone con Siemens, spiega l'amministratore delegato di Nokia Olli-Pekka Kallasvuo, rappresenta il modo migliore per competere a livello globale. Stando al Financial Times il valore combinato delle due società è di 20 miliardi di dollari (13,7 miliardi di euro).

La joint venture tra il gruppo finlandese e quello tedesco si stabilirà ad Helsinki, in casa Nokia, ma avrà una base operativa anche a Monaco, con tre delle cinque nuove divisioni operative.

I mercati hanno mostrato di apprezzare l’accordo: all’apertura oggi Nokia viaggiava su un +2 per cento e ancora più forte andava Siemens, col 6 per cento. In giornata la società finlandese è cresciuta ancora di un punto, chiudendo a 3, mentre il gruppo tedesco è rimasto sostanzialmente stabile, chiudendo a 6,83 per cento.

In Italia Stmicroelectronics, che di Nokia è uno dei maggiori clienti per la fornitura di memorie per i telefonini, ha segnato un rialzo del 2,20 per cento, segno che il mercato italiano ha creduto all’accordo. D’altra parte il dinamismo di Nokia, con una forte attitudine verso i mercati emergenti, apre al nuovo gruppo prospettive di crescita di medio periodo consistenti, rendendo realistico l’obiettivo di raggiungere la prima posizione nel mercato mondiale della telefonia nel giro di qualche anno.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il