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Imu, pensioni,esodati,blocco aumento Iva: cosa verrà discusso Consiglio Ministri mercoledì 28 Agosto

I nodi da sciogliere al prossimo Cdm. Le priorità del governo



L’appuntamento per sciogliere i nodi più ingarbugliati della politica è per mercoledì 28 agosto. Il Consiglio dei Ministri si riunirà, infatti, per cercare di metter un punto a questioni controverse e complesse come riforma dell’Imu, aumento dell’Iva, contro riforma pensione e questione esodati.

Se per le pensioni probabilmente bisognerà ancora aspettare fine settembre, inizio ottobre, come annunciato settimane fa dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini , che ha più volte ribadito anche sugli esodati: “Abbiamo deciso di rinviare a settembre, quando discuteremo anche con il Parlamento, eventuali modifiche alla legge sulle pensioni”, mercoledì il governo sarà impegnato con la revisione della riforma dell’Imu e dovrebbe varare il decreto per cancellare definitivamente la rata Imu di giugno e realizzare la nuova service tax di stampo federalista.

Per raggiungere il primo obiettivo bisognerà mettere sul tavolo 2,4 miliardi di euro, per arrivare al secondo, la nuova Service tax, che dovrebbe tra l’altro anche assorbire la tassa sui rifiuti, il governo intende invece mettere a disposizione delle casse dei comuni altri 2 miliardi.

Questa Service Tax potrebbe partire già a settembre, con un primo versamento a dicembre che sostituirebbe il gettito della seconda rata dell'Imu, previsto per la fine dell'anno. Secondo i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, è “fondamentale e urgente che, nel Consiglio dei ministri di mercoledì, si sciolgano i nodi relativi a Imu, Iva e Tares.

I cittadini e il Paese non possono aspettare oltre: questa situazione di incertezza pesa sempre di più sull'economia, peggiorando una situazione già fortemente critica”.

Secondo le associazioni dei consumatori, il governo “deve agire con responsabilità, dando risposte immediate e concrete”. E spiegano che per scongiurare il definitivo tracollo economico del Paese “è necessario eliminare l'Imu sulla prima casa, fatta eccezione per le abitazioni e le ville di lusso; cancellare l'aumento dell'Iva, le cui ricadute dirette ed indirette sarebbero disastrose, pari a circa +207 euro annui a famiglia; rinviare l'applicazione della Tares al prossimo anno.

Aggravi che si aggiungerebbero ai già onerosi aumenti a cui le famiglie dovranno far fronte nel 2013, pari, secondo lo studio dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori (reperibile sul sito Federconsumatori), a 1.492 euro a famiglia”.

Sul nodo pensioni, invece, per procedere ad una reale contro riforma bisogna innanzitutto risolvere il problema delle coperture economiche necessarie. Lo stesso ministro Giovannini ha annunciato tra le modifiche, il vaglio dell’ipotesi presentata dall’esponente del Pd, Cesare Damiano, sulla possibilità di lasciare il lavoro tra i 62 e i 70 anni, ma con 35 anni di contributi e penalizzazioni sull'assegno.

Queste saranno valutate nella misura del 2% per ogni anno di pensionamento anticipato rispetto alla soglia dei 66 anni e potranno raggiungere un massimo dell'8%.  Previsti però anche incentivi per chi decide di lasciare il lavoro più tardi.

Studiando tale ipotesi, il ministro intende evitare si crei un nuovo esercito di esodati, cioè di lavoratori anziani ultrasessantenni che, dopo essere rimasti disoccupati, non hanno ancora i requisiti per accedere al pensionamento, per effetto delle nuove norme Fornero.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il