Imu 2013: nuove ipotesi e proposte. Si cerca soluzione per Consiglio Ministri di Mercoledì

Come potrebbe cambiare l’Imu? Si attende il Cdm di domani



Abolizione totale dell’Imu sulle prime abitazioni, ad eccezione di quelle di lusso; ridurre l'Imu sulla prima casa e sugli immobili strumentali delle aziende, come capannoni, negozi e terreni;  rimodulare l’imposta sulla prima casa per ridurre il prelievo sui redditi medio-bassi; aumentare la franchigia da 200 a 500-600 euro, esentando così dal pagamento oltre l'80% dei contribuenti; o una service tax che comprenderebbe Tares ed Imu insieme: sono ancora diverse le ipotesi allo studio per una nuova riforma dell’Imu, che dovrebbe arrivare domani, mercoledì 28 agosto, in Consiglio dei Ministri.

Sarà un appuntamento decisivo quello di domani, quello entro il quale bisognerà decidere che fare con la tassa sugli immobili, considerando che da mesi ormai il premier Letta ribadisce che il tempo limite entro cui formulare una nuova riforma è fissato al 31 agosto.

Abolire in toto l’Imu sulle prime case, come paventato da sempre dal Pdl, anche se potrebbe essere la scelta più facilmente attuabile, ne godrebbero i redditi più alti e quindi non rispetterebbe il principio di equità, inoltre costerebbe allo stato circa 4 miliardi a fronte di un risparmio medio di 227 euro per i contribuenti.

Meglio sarebbe l'ipotesi di detrazione in base all’Isee di 600 euro rispetto ai 200 attuali, sostitutiva rispetto ai 50 euro per figlio e decrescente alla crescita dell’indicatore, misura che permetterebbe effettivamente una modulazione dell’imposta sulla base della reale situazione reddituale e patrimoniale.

Sulla rimodulazione selettiva per l'esenzione dell'Imu sulla prima casa sarebbero poi diversi i parametri da considerare: in funzione dell'immobile, della condizione economica del proprietario, della condizione economica del nucleo familiare, misurata attraverso l'Isee, a favore dei soggetti in condizione di disagio economico, tramite applicazione dei valori Omi per la determinazione della base imponibile Imu.

A seconda dei parametri costerebbe da 1 a 2,3 miliardi. Allo studio anche l’introduzione di una service tax che comprenda anche la Tares e venga versata anche dagli inquilini, con alcuni correttivi in base al reddito e al nucleo familiare, operazione che avrebbe un gettito complessivo di 4,3 miliardi.

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di Marianna Quatraro pubblicato il