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Il mercato informatico italiano è ancora piatto e deludente nonostante quello europeo cresca

La ripresa, a livello europeo, traina anche l'Italia, ma non riesce a trascinare più di tanto il mercato Ict.



La ripresa, a livello europeo, traina anche l'Italia, ma non riesce a trascinare più di tanto il mercato Ict.

Il primo semestre dell'anno, sotto la lente del Rapporto Assinform 2006, mostra dati in cui viene adombrata una ripresa, ma senza grande slancio. L'It in definitiva mostra segni di crescita analoghi al 2005, e soltanto in alcuni segmenti, come software e servizi, scopre maggiore vitalità.

Il mercato It dovrebbe raggiungere da ora alla fine del 2006 una crescita dell’1,2%, rispetto allo 0,9% dell'anno passato, anno in cui l'Italia risultò ferma al palo. I servizi ripartono grazie al downpricing del settore, e trainati dalla razionalizzazione delle infrastrutture It e dei processi. Deludono invece i dati relativi all'hardware che fanno presagire la chiusura del ciclo del rinnovamento parco macchine: il rallentamento del mercato hardware, dove il calo dei prezzi si è fatto sentire, vede però rosa nel segmento notebook.

Veniamo al mercato delle Tlc: qui il mercato cresce meno del 2005, ma in linea con l'Europa, e i segnali positivi sono da attribuire da un lato alla banda larga (IpTv), dall'altro ai nuovi dispositivi mobili, dal BlackBerry all'Umts consumer, fino al VoIP.

A ostacolare la crescita nelle Tlc sono le misure sulle tariffe, da fisso a mobile innanzitutto.

Infine le note positive: l'ultima relazione del Cnipa fotografa un quadro meno pessimista nella PA rispetto ad anni fa; avanza inoltre, sul fronte consumer, il cittadino digitale, con ben 400mila famiglie italiane collegate a IpTv, 3,8 milioni di set top box per il digitale terrestre, 2,1 milioni di fotocamere digitali, 1,6 milioni di smartphone, 6 milioni di compratori online, 2100 di hot spot in Italia.

Se il consumer tiene il passo, l'Italia però nel suo complesso non si sviluppa: l'economia del paese non cresce perché non innova e, nel dettaglio, non investe in Information Technology.

Si evidenzia ormai una relazione fra investimenti in It e crescita del Pil: in Italia la crescita dell'It è molto modesta e il Pil è infatti quasi fermo. “Siamo agli ultimi posti mondiali per investimenti fissi, con un'area euro che nel 2005 ha visto salire gli investimenti del 2,1%, mentre i nostri sono precipitati a -0,6%” ha affermato il presidente di Aitech-Assinform Ennio Lucarelli, nello spiegare i risultati del Rapporto Assinform 2006 presentato questa mattina in Confindustria.

I dati parlano chiaro: nel 2005 l'accelerazione del settore Ict è dovuta all'espansione dell'It: nel 2005, negli Usa è il 5%, in Europa il 3,5% e in Cina invece uno spumeggiante 20%; nello stesso periodo in Italia, mentre le telecomunicazioni hanno mostrato una dinamica simile ai trend internazionali pari a + 3%, l'Information Technology ha registrato un incremento dello 0,9%.

Nel 2006 si stima che raggiungerà il + 1,2%. "Siamo a livelli ancora molto modesti - ha commentato Lucarelli - ma che vanno valutati alla luce delle performance di segno negativo registrate dal settore degli ultimi anni, che ha subito i pesanti contraccolpi della crisi economica generale.
Oggi possiamo dire che è in atto un'inversione tendenza, se pur timida, e ciò rappresenta una novità positiva che non va assolutamente sprecata nè da parte del Governo, né da parte delle imprese". Sul da farsi, infine, il presidente di Aitech-Assinform è inequivocabile: "Ognuno deve fare bene la sua parte. Al Governo diciamo: avanti con una finanza pubblica del risparmio e del rigore, ma non si tagli sugli investimenti in innovazione che rappresentano una spesa produttiva”.

Già oggi la nostra Pa con una spesa di 51,3 euro in informatica per abitante è tra gli ultimi posti in Europa e la finanziaria 2006 prevede un taglio del 39% degli investimenti It dell'amministrazione centrale.

Commentando il peggioramento dei conti con l'estero del settore It, che ha archiviato il 2005 con un saldo negativo di 718 miliardi di euro (-38,3% rispetto all'anno precedente), il presidente di Aitech-Assinform, ha affermato: "dobbiamo avere il coraggio e l'ambizione di partecipare allo sviluppo tecnologico internazionale.

Vi sono oggi treni dell'innovazione su cui è possibile salire subito per colmare ritardi ed esprimere eccellenza e capacità competitive". "Servizi e software applicativo - ha concluso Lucarelli - sono prodotti tecnologici che incorporano più di altri conoscenza, creatività ed esperienza, quelle qualità, cioè, che la stessa comunità internazionale ci riconosce come patrimonio di livello straordinario. Essi possono diventare il nostro trampolino di lancio per l'estero".

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il