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Attacco USA contro la Libia: le previsioni per le Borse e le azioni in caso di guerra

I movimenti delle Borse in caso di guerre: cosa succede



Wall Street trepida e si muove di fronte alla possibilità di nuove guerre Usa: a dimostrarlo, come accaduto per il Down Jones alla vigilia della guerra scoppiata ormai più di dieci anni fa in Iraq, gli indici americani scivolati per le notizie che ipotizzano attacchi americani e alleati a Damasco, e dopo le parole del Segretario di Stato John Kerry, che ha parlato di un intervento militare.

I mercati, davanti ad una nuova possibilità di guerra, sono calati, perché la guerra civile in Siria viene vista come una crisi difficile nella quale intervenire e con potenziali ripercussioni sulla stabilità di una regione strategicamente cruciale, soprattutto per il petrolio.

Al momento, però, sembra slittare un eventuale intervento militare in Siria da parte di Usa e Gb che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe potuto scattare giovedì.

Londra dovrebbe presentare oggi, giovedì 29 agosto, al Parlamento britannico una mozione in cui si dice che il Consiglio di sicurezza dell'Onu deve avere la possibilità di esaminare il rapporto sull'attacco chimico in Siria prima di esprimersi sul sostegno ad un'eventuale azione militare.

Inoltre, la mozione prevede che si debba fare ogni possibile sforzo per assicurare all'azione il sostegno delle Nazioni Unite. Rimane, comunque, possibile anche un intervento della Nato in Siria. L'uso delle armi chimiche è, infatti, stato definito “inaccettabile e non può rimanere senza risposta”, secondo il segretario generale della Nato Hans Fogh Rasmussen.

Se, dunque, in passato l’avvio alle guerre ha rappresentato, talvolta, anche una sorta di stimolo all’economia, oggi conflitti hanno un impatto assai meno significativo.

In Borsa, alla vigilia di altri importanti recenti eventi militari, da Iraq ad Afghanistan e Libia, se è vero che in media esse hanno guadagnato terreno durante e dopo le guerre e le azioni militari degli ultimi settant'anni che hanno coinvolto gli Stati Uniti come protagonisti, è anche vero che, secondo recenti studi, i conflitti potrebbero in realtà aver ridotto i guadagni possibili, forse del 4% l'anno.

Ciò potrebbe significare una qualsiasi nuova azione bellica possa far ancora di più scivolare le Borse Usa, provocando tonfi importanti che potrebbero, di conseguenza, provocare effetti sulle Borse mondiali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il