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Imu 2013: seconda casa, aziende, capannoni, negozi si dovrà ancora pagare. E sarà molto alta

Imu più alta per imprenditori e seconde case: le proteste



Abolita l’Imu 2013 sulle prime case, il problema sorge ora per chi dovrà invece continuare la tassa su seconde case, negozi, capannoni e aziende, oggi timoroso di possibili aumenti record sulle aliquote stabilite dai Comuni per compensare le mancate entrate derivanti dal pagamento, saltato, della prima rata.

Gli incassi Imu più alti, infatti, derivano dagli immobili destinati alle attività produttive, tanto che una ricerca condotta da Confartigianato quantifica il volume del gettito per ogni tipo di categoria ed avverte: se non ci sarà una riforma nel 2013 l'Imu sugli immobili produttivi aumenterà dell'8,3%.

Nel 2012 gli imprenditori italiani hanno pagato 9,3 miliardi di euro per l’Imu sugli immobili produttivi, una somma pari al 39,1% del totale dei 23,7 miliardi di gettito Imu dello scorso anno, ma da gennaio 2013, se non interverrà una riforma, l’imposta municipale sui capannoni delle imprese sarà più costosa.

L'aumento automatico da 60 a 65 del moltiplicatore da applicare alle rendite catastali per gli immobili produttivi, scattato da inizio anno, ha fatto, infatti, lievitare il prelievo Imu dell’8,3%, pari a 491,2 milioni di euro di maggiori tasse per le aziende italiane.

Gli artigiani chiedono, dunque, una modifica dell'Imu e Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti ha spiegato “Gli imprenditori non possono sopportare ulteriori aumenti di pressione fiscale, nè l’incertezza su tempi e modalità di applicazione dei tributi.

Per quanto riguarda l’Imu non è giusto che gli immobili produttivi siano trattati alla stregua delle seconde case: i nostri laboratori vanno esentati dall’imposta perché sono la nostra prima casa”. Conto Imu più salato anche per le seconde case: molte città hanno, infatti, scelto di aumentare l'aliquota al massimo, al 10,6 per mille.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il