BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Polizza vita e cancellazione Imu 2013: detrazioni più basse. Cosa si può e conviene fare

Polizze vita meno convenienti: cosa fare dopo approvazione nuovo decreto?



La cancellazione dell’Imu 2013 sulle prime case e i terreni agricoli ha portato il governo a prevedere un’altra novità: il dimezzamento della detraibilità delle polizze vita, che passa dagli attuali 1.291,14 euro a 630 euro per il periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013, per scendere ancora a 230 euro dal periodo d'imposta 2014, compresi i premi vita e infortuni stipulati o rinnovati entro il periodo d'imposta 2000.

Il taglio della detraibilità alle polizze è stato definito per reperire le risorse necessarie a copertura delle norme sugli esodati. A stabilire questa novità sulle polizze vita l'articolo 12 del decreto Imu, che dimezza per quest'anno il limite massimo di fruizione per detrarre dall'Irpef il 19% dei premi di assicurazione sulla vita, contro gli infortuni e la non autosufficienza.

Riducendo la detrazione sulle assicurazioni vita, lo Stato dovrebbe ricavare 400 milioni di euro per il 2013 e circa il doppio per l'anno successivo. Questa decisione ha portato in molti a pensare di chiudere le proprie polizze, vista una convenienza venuta meno, considerando che per continuare a pagare bisognerebbe prima calcolare il vantaggio fiscale sul rendimento della polizza, confrontato con il rendimento prodotto con il nuovo livello di detraibilità, drasticamente ridotto: un 6% che potrebbe scendere all'1,3%, livello che non conviene in un investimento di lungo periodo.

Cosa fare, dunque? Si potrebbero interrompere i pagamento considerando che in molti casi i contratti prevedono che al montante cumulato fino al momento della sospensione venga sottratta una percentuale definita per ogni anno di interruzione fino alla chiusura della polizza.

O si potrebbe semplicemente ridurre l'ammontare periodico dei versamenti per la propria polizza, se previsto dal contratto. Inoltre, i contratti possono prevedere la possibilità di riscattare prima della scadenza le quote versate, con penalizzazioni che dipendono dal contratto di polizza stessa.

Solitamente, la compagnia assicurativa le quantifica nella misura delle provvigioni riconosciute alla rete di distributori, accollandosi così l'onere del riscatto anticipato. Tutto dipende dal numero di anni di anticipo e dal numero di anni residui.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il