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Pensioni anzianità e vecchiaia: modifiche Governo Letta minime ma qualcosa si farà

Governo al lavoro su modifiche sistema previdenziale ma poche le cose concrete fatte. Tutto rimandato forse ad ottobre



Se ne discute da mesi ma resta ancora tutto fermo nel mondo delle pensioni italiane. Continua ad essere forte la necessità di cambiare l’attuale sistema previdenziale, che ha dato vita a non pochi problemi, come quello gravoso degli esodati, ma il governo, nonostante annunci e proposte, non fa nulla di concreto.

Il motivo è semplice: mancano attualmente le risorse da impiegare per una cosiddetta contro riforma soprattutto dopo la cancellazione dell’Imu 2013 su prime case e terreni agricoli.

Tante le situazioni che necessitano di una soluzione, ormai urgente, dagli esodati, ai pensionandi di Quota 96, a regole ad hoc per lavoratori precoci e coloro che svolgono usuranti.

E se risulta sempre più evidente la necessità di una riforma graduale e che corregga alcuni errori delle norme Fornero, possibili all'interno della Legge di Stabilità prevista ad ottobre, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, rassicura, sostenendo che “Nel corso del mese di settembre concluderemo il lavoro e valuteremo se inserire qualche elemento nella legge di stabilità o fare un provvedimento diverso.

Ma questo è solo un pezzo del puzzle, legato poi al tema degli esodati e ad una serie di manutenzioni sul sistema pensionistico che vanno fatte, senza per questo stravolgerlo”.

Ma non solo: è stato lo stesso ministro qualche giorno fa a lanciare una nuova proposta, quella di un prestito da parte dello Stato. Si tratterebbe, secondo il ministro, di “uno schema, per cui, supponiamo, chi è a due o tre anni dal pensionamento e lascia il lavoro potrebbe per tale periodo ricevere un sostegno economico che poi dovrà ripagare negli anni successivi: si tratterebbe di una sorta di prestito, senza costi aggiuntivi sul sistema pensionistico”.

Il lavoratore che decide di lasciare il posto prima del raggiungimento dell'età anagrafica attualmente previsto potrebbe, dunque, ottenere un prestito dallo Stato da restituire però negli anni attraverso un successivo taglio del futuro assegno previdenziale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il