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Pensioni uomini e donne: uscita anticipata e flessibile Governo Letta. Annunci già dimenticati

Ipotesi di modifica al sistema pensionistico ma tutto ancora vago: cosa potrebbe cambiare?



Siamo a settembre e nonostante annunci e rassicurazioni tutto tace nel mondo delle pensioni. Solo fino a qualche settimana fa si discuteva della proposta avanzata da Cesare Damiano, che darebbe al lavoratore la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni, con 35 anni di contributi ma con penalizzazioni graduali, oggi il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, parla di una sorta di prestito da parte dello Stato dedicato a chi voglia lasciare prima il lavoro.

Ma nonostante le discussioni, nulla si muove. Le proposte di modifica all’attuale sistema pensionistico partono dall’ipotesi Damiano che punta ad un aumento della flessibilità e che dà al lavoratore la possibilità di andare in pensione a 62 con 35 anni di contributi e penalizzazioni per ogni anno di anticipo in cui si va in pensione.

In questo caso, infatti, bisognerebbe accettare una riduzione del 2% dell'importo. Come per le penalizzazioni, questo piano prevede anche incentivi della stessa misura 2% per ogni anno di ritardo in cui si va in pensione, fino alla soglia massima dei 70 anni.

Questa proposta si propone di risolvere una volta per tutte anche il problema esodati, modificando la riforma previdenziale dell'ex-ministro Fornero, che ha innalzato l'età del pensionamento, rischiando di lasciare in mezzo alla strada migliaia e migliaia di lavoratori, non più in possesso dei requisiti necessari per lasciare il lavoro.

Proposte di modifica sono state avanzate anche per quanto riguarda la posizione delle donne lavoratrici: secondo molti, infatti, equiparare l’età pensionabile fra uomini e donne rappresenta un’ingiustizia sociale. “E’ discriminante e tanti chiedono la revisione di un sistema che penalizza decisamente le donne lavoratrici.

La pensioni vanno cambiate. Non si possono penalizzare i lavoratori, soprattutto le donne, toccando in particolare chi è stato a casa dal lavoro per farsi carico dell'assistenza di bambini e altri familiari”, secondo l'assessore dell'Emilia Romagna alle Pari opportunità, Donatella Bortolazzi.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il