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In pensione con le vecchie regole: la misure del decreto precari



Nuove assunzioni precari, nuovi concorsi pubblici e blocco contratti: è stato approvato lo scorso lunedì 26 agosto il nuovo pacchetto di misure che riguardano la P.A e la stabilizzazione di un esercito di precari che popolano il nostro Paese.

Il decreto prevede concorsi ad hoc per gli atipici degli enti statali fino al 2015; entro lo stesso anno, poi, è stata prorogata la validità delle graduatorie vigenti per le immissioni in ruolo nella macchina statale, e dovrebbe essere previsto un maggiore ricorso alla mobilità, ma solo in caso di lacune in organico particolarmente dannose per l’apparato burocratico.

Saranno innanzitutto interessati da questo provvedimento coloro che abbiano svolto almeno tre anni di precariato negli ultimi cinque solari. Complessivamente si parla di oltre 300mila lavoratori la cui maggioranza deriva dalla scuola, dove, però, gran parte dei docenti in attesa operano come supplenti in altri istituti.

Per la PA, invece, a sfruttare la possibilità di contratti atipici sono soprattutto gli enti locali, con il loro esercito di 60mila contratti a termine. Ma nel decreto compaiono anche le regole per i prepensionamenti con i vecchi requisiti.

Il testo prevede, infatti, l’allungamento dei requisiti per la pensione antecedenti alla riforma Fornero fino a tutto il 2015 e i dipendenti degli enti pubblici possono mantenere il proprio posto di lavoro fino ai 70 anni, in linea con le previsioni della legge pensionistica e le ipotesi di riforma che potrebbero portare a un’uscita ritardata con incentivo in assegno.

Il decreto precari stabilisce, inoltre, che ad entrare nel numero di quei lavoratori che lasceranno il lavoro entro i prossimi 3 anni, saranno coloro che abbiano maturato i requisiti minimi entro il 2011; e introduce il principio secondo cui gli esuberi inseriti nella spending review 2012 riguardano chi ha maturato i requisiti precedenti in vigore, cioè raggiunto i 65 anni di età, o i 40 di contributi, invece che 66 anni e 3 mesi, oppure 41 anni di contributi e 5 mesi per le donne, contro i 42 e 5 mesi per gli uomini.

Tra le altre novità previste, agevolazioni burocratiche per le procedure di mobilità e aumento delle risorse per gli uffici giudiziari. Novità anche per quanto riguarda il mondo della scuola: oltre ad un piano straordinario per i precari che prevede concorsi per il 50% dei posti per i precari della P.A, il decreto D'Alia prevede posti di sostegno e blocco stipendi 2014.

Il decreto prevede una misura che riguarda la trasformazione dei posti di sostegno effettivamente liberi in organico di diritto, rendendoli disponibili per una straordinaria misura di assunzioni. Previsto anche il taglio di consulenze per 1,2 miliardi e auto blu per 1 miliardo di euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il