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Pensioni precoci e usuranti: niente per ora ma per statali sorpresa uscita anticipata Governo Letta

Possibilità per gli statali di andare in pensione prima ma lavoratori precoci e usuranti attendono ancora



I lavoratori precoci e coloro che svolgono lavori usuranti sono ‘in lista d’attesa’ per modifiche all’attuale sistema pensionistico, pensate proprio per queste categorie di lavoratori, e promesse dal governo stesso.

Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha infatti promesso di sistemare le questioni che riguardano i diritti di chi ha lavorato in condizioni particolari, e cioè i cosiddetti lavoratori usuranti, lavoratori precoci, così come anche per le donne. Ma, il fatto che la questione dei pensionandi della scuola appartenenti alla cosiddetta Quota 96, definiti lavoratori usuranti, non abbia trovato soluzione, non fa ben sperare.

Il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza ha ribadito la possibilità che nel decreto scuola in preparazione possano rientrare anche i pensionandi della Quota 96 del comparto scuola, in quanto categoria di lavoratori usuranti e nell’attesa che questo si verifichi è invece spuntata una novità nel decreto salva statali, approvato qualche giorno fa dal governo.

Si tratta della possibilità per gli statali di lasciare il lavoro con le vecchie regole. Secondo quanto stabilito dal testo, i lavoratori che possono lasciare il lavoro entro i prossimi 3 anni, con le vecchie regole, saranno coloro che hanno maturato i requisiti minimi entro il 2011, inoltre, gli esuberi inseriti nel computo della spending review 2012, in termini di risoluzione, con carattere obbligatorio riguarderanno coloro che hanno maturato i requisiti precedenti alla legge Fornero, cioè abbiano raggiunto i 65 anni di età o i 40 di contributi, invece che 66 anni e 3 mesi, o 41 anni di contributi e 5 mesi per le donne, contro i 42 e 5 mesi per gli uomini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il