BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Letta: scontro tra politici, situazione complessa

Questione pensioni in stallo: cambierà davvero qualcosa?



Sono diverse le ipotesi allo studio del governo sulle modifiche dell'attuale sistema pensionistico, ma quella di cui si discute maggiormente è quella avanzata da Cesare Damiano del Partito Democratico, che propone un aumento della flessibilità e che dà al lavoratore la possibilità di andare in pensione a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni del 2% per ogni anno in cui si va pensione prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni fissata dalla riforma Fornero.

Le penalizzazioni saranno anche affiancate da bonus della stessa misura 2% per ogni anno di ritardo in cui si va in pensione, fino alla soglia massima dei 70 anni. Non tutti però sono d’accordo con questo meccanismo di flessibilità come c’è chi ostacola la proposta di un prestito statale avanzata dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, per permettere di uscire prima dal lavoro.

Per esempio, secondo Damiano, “la proposta non ci convince e la mia contrarietà si basa sul fatto che si trasforma un futuro diritto previdenziale in un mero intervento di tipo assistenziale; che si pretende addirittura la restituzione di questo acconto quando il lavoratore riceverà la pensione”, alle ricongiunzioni pensionistiche che :“dovrebbero tornare gratuite, dopo l’errore commesso dal governo Berlusconi che le ha rese onerose, costringendo molti lavoratori a versare due volte i contributi per avere una sola pensione”.

Nonostante la necessità riconosciuta di modifiche ad un sistema che ha creato diversi problemi, come la questione esodati e un sistema di definizione di regole ad hoc per lavoratori precoci e usuranti, il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, ritiene che “Dal punto di vista macroeconomico, il sistema pensionistico italiano, salvo qualche coda su cui si sta lavorando, non solo è in equilibrio, ma rappresenta una delle soluzioni più avanzate rispetto ai parametri europei”, parole che fanno preludere al fatto che evidentemente non per tutti sono necessarie quelle modifiche di cui si discute da tempo e questo farebbe venir meno la necessità di reperire nuove risorse per coprire anche eventuali cambiamenti in materia di pensioni. 

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il