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Sorveglianza, intercettazioni, spionaggio industriale: aziende italiane smascherate da WikiLeaks

Wikileaks torna a colpire: anche manager e aziende italiane nel mirino



Wikileaks torna a colpire e rilascia nuovi Spy Files, cioè documenti e informazioni sulle imprese che producono e commercializzano prodotti ad alto contenuto tecnologico mirati alla sorveglianza, all'intercettazione di comunicazioni per conto di autorità giudiziarie o di polizia, ma anche per il monitoraggio di massa di conversazioni e flussi che attraversano le reti o che partono dal computer del singolo utente, e software per l’intelligence da applicare su grandi quantità di dati, oltre che su quell’immenso giacimento di informazioni preziose che sono diventati i social media.

Secondo quanto rilasciato dal comunicato dell’organizzazione di Assange, e riportatoda wired.it, si tratterebbe di 249 nuovi documenti provenienti da 92 diversi contractor dell’intelligence globale, file che mostrano da un lato l’alto livello di privatizzazione di un settore così delicato da parte di governi e autorità statali; e dall’altro evidenziano gli ingenti investimenti riversati sulle tecnologie di sorveglianza di massa, indirizzate verso comunità, gruppi e popolazione.

Ma le operazioni di ‘spionaggio’ non finiscono qui, perché WikiLeaks questa volta sarebbe riuscita addirittura a tracciare, via cellulare, gli spostamenti, proprio fisici, di alcuni manager in vari Paesi.

Tra questi figurano anche due manager che lavorano per l’italiana Hacking Team, Marco Bettini e Mostapha Maana. Risultano, inoltre, diverse le aziende italiane menzionate dai nuovi Spy Files, dalla Hacking Team, a Ips, alla Expert System, a Bea. Si tratta di aziende che si occupano di software e intelligence, che spiccano nel panorama italiano.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il