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Redditometro: nuovi controlli 2013. Prime lettere dal Fisco. Tutto quello che c'è da sapere

Al via le prime lettere dal Fisco. Come funzionano i controlli del nuovo redditometro



Al via da questa settimana le prime lettere dal Fisco destinate ai contribuenti finiti nel mirino del nuovo redditometro. I contribuenti che riceveranno le lettere dall’Agenzia delle Entrate saranno quelli a maggior rischio evasione per discrepanze superiori al 20% tra reddito dichiarato e spese certe.

Le lettere che l’Agenzia dell’Entrate invierà ai contribuenti saranno costituite da un questionario nel quale essi dovranno chiarire e giustificare le incongruenze riscontrate dal fisco.

In particolare  il cittadino dovrà dichiarare le spese certe effettuate nell’anno di imputazione, come ad esempio le spese di mantenimento della casa e dell’auto.  Inoltre dovrà giustificare la parte di capitale investita o la quota di risparmio formatasi, oltre al possesso dei vari conti correnti e strumenti finanziari detenuti.

Se le giustificazioni non soddisferanno l’Agenzia delle Entrate, si procederà alla convocazione del contribuente presso gli uffici ove dovrà spiegare la propria situazione economica. I sospettati avranno 15 giorni di tempo per rispondere alla lettera-questionario dell’Agenzia.

I controlli non saranno di massa, ma solo lo 0,1% della popolazione sarà soggetto alla verifica del software che compara redditi dichiarati e spese effettuate durante l’anno d’imposta, a partire dal 2009. Partiranno, dunque, 35 mila controlli all’anno per scovare i presunti evasori.

Nella prima fase, la ricerca si concentrerà sui trasgressori maggiori, quelli che secondo i calcoli, le stime e le informazioni censite nell’anagrafe tributaria, oltrepassano la soglia di tolleranza del 20%.

E chi finisce nel mirino del software deve fare molta attenzione a come muoversi: per essere il più chiari possibile nello spiegare e documentare le ragioni dello scostamento rilevato, è consigliabile conservare sempre la documentazione bancaria e sui conti correnti per provare le proprie ragioni.

Se per l’Agenzia sarà necessario proseguire nell’accertamento perchè le informazioni ottenute risultano insufficienti, potrebbero scattare vere e proprie indagini finanziarie.

Dai controlli sull’anno d’imposta 2011, invece, il Fisco potrà conoscere direttamente tutti gli assetti finanziari dei singoli contribuenti mediante l’anagrafe dei conti che banche, fiduciarie, Sim, Sgr e gli altri intermediari dovranno fornire dal prossimo 31 ottobre.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il