BusinessOnline - Il portale per i decision maker


Investimenti Unione Europea e Italia: i grandi fondi ritornano con azioni e obbligazioni. I motivi

Italia verso fine recessione e crisi e investimenti e fiducia lo dimostrano: la situazione



Con l’annuncio di qualche tempo fa di Ben Bernanke, il presidente della Fed, della fine degli aiuti all'economia americana che la Federal Reserve, la banca centrale, ha messo in campo fin dall'inizio della crisi nel 2008 e ha tenuto in piedi in questi anni, si è voluto lanciare un segnale importantissimo e cioè che  l'America è definitivamente fuori della crisi, a meno che qualche evento straordinario non provochi un nuovo ribaltone.

L’Italia, invece, fuori dalla crisi non è ancora, ma, come ripetono i ministri del nostro governo, a giusta ragione o no, è ad un passo dall'esserlo, ed è per questo che la finanza americana guarda con enorme interesse a questa svolta: l'Italia è rimasto, infatti, l'unico fra i grandi Paesi occidentali a vivere ancora una crisi spaventosa.

Solo quando il Belpaese dichiarerà la fine di questo periodo drammatico, l'Occidente potrà finalmente tirare un respiro di sollievo.  Secondo Rick Rieder, capo del settore reddito fisso della BlackRock, maggiore società di gestione finanziaria del mondo con qualcosa come 3.860 miliardi di dollari di fondi amministrati, “finché non ci sarà un settore creditizio forte e ben strutturato, in grado di assicurare un flusso di denaro costante e sicuro all'economia reale, nessuna ripresa vigorosa potrà essere assicurata per il lungo termine.

Guardate cosa è successo qui in America: fino a quando non si è cominciato a rifinanziare direttamente le banche, con iniezioni di capitale dirette, aumenti di capitale sottoscritti dallo Stato, prestiti straordinari (che peraltro sono stati già restituiti con tutti gli interessi), fino ad allora non si riusciva ad impostare una ripresa strutturale”.

Michael O'Sullivan, capo delle strategie di portafoglio del Credit Suisse, per esempio, dice di rimanere prudenti sugli investimenti in azioni nel nostro Paese ma solo perché i titoli sono saliti tanto negli ultimi tempi.

E definisce ‘impressionante’ la performance dei titoli bancari, che sono cresciuti nel solo mese di luglio del 17%, dicendo inoltre che “Il nostro parere è che gli indici azionari di Eurolandia ora riflettano il miglioramento dei dati sugli utili e sull'economia”.

Secondo Goldman Sachs, i fondi pensione e gli altri grandi investitori americani hanno scommesso 65 miliardi di dollari sulla riscossa delle aziende europee, segnando il maggior afflusso sull'azionario Ue dal 1977.

Si torna, dunque, a puntare su azioni e obbligazioni e i primi segnali di ripresa economica, certificati anche da Eurostat, si notano anche nella scommessa sul fatto che le aziende europee riusciranno a registrare un balzo dei guadagni nella seconda parte dell'anno.

Secondo Hsbc, per esempio, nella media le azioni della zona euro sono ancora sottovalutate del 15% rispetto al loro reale valore nel lungo periodo, nonostante si sia assistito a una generale riscossa dei corsi azionari, soprattutto grazie alle rassicurazioni e agli strumenti di Mario Draghi in questi ultimi due anni.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il