Imu 2013 prima casa e terreni cancellata ma aumenta Irpef locale. Lista città e nuova tassa

Irpef più alta in molti Comuni di Italia: aliquote e novità



Milano, Biella, Campobasso, Chieti, Gioia Tauro, Messina e Rieti: sono queste le città di Italia dove si pagherà l'addizionale Irpef più alta, per compensare il mancato pagamento dell’Imu 2013 su prime case e terreni agricoli.

I Comuni sopra citati hanno scelto l'aliquota massima dello 0,8% senza prevedere alcuna progressività, mentre ci sono altri Comuni che hanno adottato l'aliquota massima dello 0,8% ma prevedendo l'esenzione per alcune fasce di reddito.

Tra queste ci sono Trieste (esenzione fino a 7.500 di reddito) Ascoli e Macerata (fino a 8.500 euro di reddito), Rovigo (fino a 8.619), Cremona , Genova, Matera, Salerno e Sondrio (fino a 10 mila) Padova e Vicenza (fino a 15 mila). Crescerà, dunque, la tanto temuta addizionale Irpef, un tributo locale che si aggiunge alla tassazione nazionale del reddito delle persone fisiche.

Ad aderire all'iniziativa, secondo la mappa pubblicata su Corriere della Sera, sono già 1989 comuni su 8096. Un quarto di questi hanno deciso di aumentare le aliquote dell'addizionale adottate l'anno scorso. I municipi a scegliere una sola aliquota massima, pari allo 0,8%, e a non prevedere esenzioni per le fasce di reddito più basse sono 267.

L'anno scorso hanno applicato l'addizionale 6610 Comuni per un incasso complessivo di 3,65 miliardi e un incremento del 25% rispetto al 2011, quasi quanto l'Imu sulla prima casa.

Nessuna notizia ancora certa per alcune grandi città come Roma, Napoli, Firenze, Venezia, Palermo, Bari, ma c’è tempo ancora perché decidano come organizzarsi.

A Milano, invece, per rimettere in pari i conti del municipio, la soglia di esenzione è stata dimezzata passando da 33.500 euro a 15 mila, mentre per il resto il Comune ha scelto di applicare aliquote diverse a seconda del reddito fino a arrivare a quella massima dello 0,8% sui redditi superiori a 75 mila euro. In generale, dunque, gli incrementi saranno miti e proporzionali per le fasce dei più ricchi.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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