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Ilva: blocco stabilimenti. Licenziamenti. Sciopero lavoratori e reazioni

A casa quasi 1.500 lavoratori: cosa succederà all’Ilva?



Inizia in maniera piuttosto negativa questo mese di settembre 2013 per il destinato dell’Iva e dei suoi dipendenti: il gruppo Riva ha, infatti, annunciato ieri il licenziamento di circa 1.400 addetti che operano nelle 13 società della famiglia e oggetto del sequestro di beni e conti correnti per 916 milioni di euro operato dalla Guardia di finanza nell'ambito dell'inchiesta tarantina per disastro ambientale.

Riva Acciaio ha fatto sapere che lo stop riguarda gli stabilimenti di Verona, Caronno Pertusella (Varese), Lesegno (Cuneo), Malegno, Sellero, Cerveno (Brescia) e Annone Brianza (Lecco) e di servizi e trasporti (Riva Energia e Muzzana Trasporti).

Sono in totale 1.402 i dipendenti che lavorano nei sette stabilimenti in Italia della Riva Acciaio di cui è stato annunciato oggi il fermo. Nel dettaglio vi lavorano 964 operai, 291 impiegati, 91 intermedi, 33 quadri e 23 dirigenti. L'impianto più grande coinvolto è a Verona, con 429 dipendenti.

Oltre agli stabilimenti produttivi si ferma anche l'attività della sede di Milano (80 dipendenti) e dell'unità di logistica Muzzana Trasporti (14 dipendenti). La cessazione di tutte le attività dell'azienda, esterne al perimetro gestionale dell'Ilva, sono relative a sette stabilimenti in cui sono impiegati circa 1.400 persone.

La decisione è stata motivata con ‘il provvedimento di sequestro preventivo penale del Gip di Taranto, datato 22 maggio e 17 luglio 2013 e comunicato il 9 settembre, in base al quale sono stati sottratti a Riva Acciaio i cespiti aziendali, tra cui gli stabilimenti produttivi, e vengono sequestrati i saldi attivi di conto corrente e si attua di conseguenza il blocco delle attività bancarie, impedendo il normale ciclo di pagamenti aziendali, fa sì che non esistano più le condizioni operative ed economiche per la prosecuzione della normale attività’.

La messa in libertà dei lavoratori riguarderebbe vari siti produttivi che il gruppo Riva possiede in tutta Italia. Nel capoluogo ionico l'unica società interessata sarebbe 'Taranto Energia', che conta 114 dipendenti.

Di fronte allo stabilimento che la società ha a Lesegno, in provincia di Cuneo, i 250 lavoratori hanno organizzato una manifestazione. I sindacati hanno indetto due assemblee per discutere le prossime mosse con le tute blu dell'acciaieria di Lesegno.

“La famiglia Riva, messa alle strette, scarica sui lavoratori tutte le responsabilità. È un atteggiamento incivile”, ha commentato Barbara Tibaldi, una lavoratrice. La Fim Cisl ritiene che questo è l'ennesimo epilogo, di cui a farne le spese sono i lavoratori.

Il segretario nazionale Fim Cisl, Marco Bentivogli, ha detto “Diffidiamo l'azienda ad avviare la messa in libertà dei lavoratori e la invitiamo a ricorrere immediatamente all'utilizzo degli ammortizzatori sociali”.

Per il presidente della regione Lombardia Roberto Maroni, questa è "una decisione di una gravità inaudita, soprattutto in un momento di crisi economica e occupazionale quale quello che stiamo vivendo". Perciò, ha annunciato, “chiederò un colloquio con urgenza ai vertici aziendali del gruppo e un incontro con il ministro delle Attività Produttive, per capire come intende muoversi il governo di fronte a una situazione così grave”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il