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Contratto bancari: rischio diminuzione stipendio e licenziamenti con disdetta unilaterale Abi

Stipendi a rischio e licenziamenti: la situazione contratto bancari e replica dell’Abi



Diminuzione stipendi e non solo: a rischio di licenziamenti e personale in mobilità. Bancari verso la disdetta unilaterale del contratto collettivo nazionale di lavoro stabilito dall’Abi. I sindacati sono stati convocati lunedì 16 settembre e si aspettano in quell'occasione di ricevere la lettera di disdetta formale.

La regola prevede che la disdetta venga data 6 mesi prima se non si vuole rinnovare automaticamente il contratto. I sei mesi rappresentano un termine ultimo perché altrimenti il contratto si rinnova tacitamente.

La decisione ha subito suscitato reazioni da parte dei sindacati dei bancari, con il Presidente della FABI, Lando Maria Sileoni, che ha definito la decisione “un attacco senza precedenti ai diritti dei lavoratori" ed ha ventilato l'ipotesi di scioperi”.

Dello stesso parere il segretario dell'altra sigla FIBA Cisl, Giulio Romani, che ha preventivato un “futuro di tensioni e conflitti”, ed il leader della Fisac Cgil, Agostino Megale, che definisce la decisione dell'Abi “un grave errore”.

Immediata la replica dell’Abi: “Non è assolutamente vero, in relazione a voci che si sono diffuse in queste ore, che il comitato esecutivo dell'Abi abbia deciso alcuna disdetta del contratto nazionale”. Lunedì prossimo, come sopra accennato, è in programma una riunione del comitato sindacale dell'Abi coi sindacati di categoria, che sono in allarme sul tema del contratto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il