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Imu e Tares 2013: prima e seconda casa, capannoni, aziende, negozi. Chi, come e quando deve pagare

Quanto costeranno agli italiani Imu e Tares: gli ultimi pagamenti a dicembre



Nonostante la cancellazione dell’Imu 2013 su prime case e terreni agricoli, misura che dovrebbe essere formalizzata ufficialmente nella Legge di Stabilità ad ottobre, ci sono categorie di proprietari di immobili che continueranno ad essere colpiti dalla tassa.

Stiamo parlando di proprietari di abitazioni di lusso, e cioè degli immobili di categoria catastale A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (dimore storiche); dei proprietari di seconde e terze case, capannoni, negozi e aziende. 

Per quanto riguarda le abitazioni di lusso, anche’esse, quando si tratta di abitazione principale, possono usufruire delle detrazioni previste dalla normativa Imu che ammontano a 200 euro per immobile cui vanno sommate 50 euro per ogni figlio di età inferiore a 26 anni.

Esenti dal pagamento Imu anche gli assegnatari degli alloggi gestiti dagli istituti autonomi delle case popolari o dagli enti di edilizia residenziale pubblica e degli assegnatari di appartamenti costruiti in cooperativa indivisa; e i destinatari degli edifici di housing sociale, cioè quegli immobili costruiti da privati e assegnati con le stesse regole in vigore per le case pubbliche.

La data di scadenza del pagamento Imu è per oggi, lunedì 16 settembre, mentre il prossimo 16 dicembre bisognerà procedere al pagamento del saldo. Dicembre sarà anche il mese della temutissima Tares, la nuova imposta sui rifiuti che sostituisce la Tarsu. La nuova tassa sui rifiuti dovrebbe, secondo le stime, registrare incrementi in media del 13,5%, ma solo una piccola parte è imputabile al costo del servizio rifiuti, l’1,58%, per l’esattezza.

Per il resto, il prezzo da pagare sarà alto a causa del balzello di 30 centesimi a metro quadro, stabilito dall’ex governo Monti, da destinare totalmente allo Stato, e poiché finora il pagamento di questa tassazione locale è stata congelata dalle incertezze politiche, e i due acconti rifiuti di aprile e luglio sono slittati, l’intera entità del rincaro si abbatterà sul conguaglio di fine anno.

In realtà, ci si aspettava una riduzione sulla Tares, considerando che in Italia è aumentata la raccolta differenziata e complice la crisi economica si sono ridotti i consumi, con un conseguente calo della produzione dei rifiuti. Ma, al contrario, sugli italiani si abbatterà una vera e propria stangata.

Per esempio, per un’abitazione di 114 mq si prevede un aumento medio del 29,1%, pari a 73 euro, mentre per un negozio di 70 mq il costo dell’imposta sarà maggiore del 19,7%, pari a 98 euro. Per effettuare i pagamento si potranno usare bollettini postali o servirsi dei modelli F24.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il