BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Riforma giustizia e tagli tribunali: novità di questa settimana e ultimi aggiornamenti

Al via la riforma della giustizia: cosa prevede nel dettaglio



E' partito il restyling della giustizia italiana che prevede la chiusura di 30 tribunali e altrettante procure, di 220 sezioni distaccate e 667 uffici dei giudici di pace. Oltre ai tribunali traslocheranno anche i presidi di polizia giudiziaria delle sedi cancellate.

Il documento riporta, infatti, che coloro che sono attualmente in servizio nelle sezioni di polizia giudiziaria delle procure della Repubblica presso gli uffici giudiziari soppressi vengano “di diritto assegnati o applicati alle sezioni di polizia giudiziaria delle procure della Repubblica presso i tribunali cui sono trasferite le funzioni degli uffici soppressi”.

La riforma della giustizia in questione prevede la chiusura del 47% delle strutture in tutta Italia, con il conseguente trasferimento di 7.300 dipendenti e 2.700 magistrati. Il risparmio stimato è pari a 80 milioni di euro all’anno.

In particolare, comprende la chiusura di 30 tribunali; la chiusura di 30 procure; la  chiusura di 220 sezioni distaccate; la chiusura di 677 uffici del giudice di pace; e, come accennato, il trasferimento dei presidi di polizia giudiziaria delle sedi cancellate, senza indennizzo per il trasferimento.

In particolare, i tribunali inizialmente individuati per essere tagliati erano 37, ma nelle zone con più alta densità criminale nel Mezzogiorno alcuni sono stati recuperati e il Ministero ha concesso la deroga di due anni per trattare i dibattimenti pendenti alle sedi di Alba (Cuneo), Pinerolo (Torino), Bassano del Grappa (Vicenza), Vigevano (Pavia), Chiavari (Genova), Sanremo (Imperia), Lucera (Foggia) e Rossano (Cosenza).

Ma sono diverse le iniziative , che si susseguono in tutta Italia, per evitare la perdita degli uffici. Questa riforma della giustizia che ridisegna la geografia giudiziaria italiana, è un ‘processo irreversibile ed epocale’ secondo il ministro Cancellieri, ma che lascia dietro di sé un’ondata di polemiche e un forte malumore tra gli avvocati.

Ma il ministro ha dichiarato: “Tenterò di trovare un punto d’incontro con l’avvocatura consapevole dell’importanza della categoria,ma le lancette indietro non tornano. Ci siamo messi sulla strada della modernizzazione e abbiamo preso un impegno con l’Europa, non possiamo essere sempre e solo un paese che parla e non agisce”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il