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Azioni, obbligazioni, conti deposito settembre-ottobre 2013: consigli analisti

Investimenti su cui puntare in questa parte dell’anno: previsioni e consigli



Mentre i rendimenti dei conti deposito continuano a viaggiare tra il 2 e 3%, la sfida si gioca tutta tra azioni e obbligazioni, nel pieno di un’incertezza politica, quella italiana, che a Piazza Affari, però, non fa registrare né rialzi né crolli.

E se i rendimenti dei Btp, secondo molti analisti, sono oggi ancora abbastanza elevati, soprattutto sulle lunghe scadenze, c’è chi scommette, come migliori investimenti del futuro, su azioni e obbligazioni.

Alcuni esperti ritengono che un miglioramento dell'economia d’area euro dovrebbe permettere ai rendimenti dei paesi periferici di attestarsi su valori meno aggressivi ed è per questo che consigliano di mantenere un discreto peso di Btp, tra il 15 e il 20% del portafoglio, soprattutto di scadenze medio lunghe. Bene anche i Btp Italia, perché la loro durata è contenuta (massimo 4 anni) e perché dal 2014 l’inflazione potrebbe ritornare a farsi sentire.

Ma se l'incertezza politica italiana dovesse risolversi politica italiana dovesse risolversi, le azioni del Belpaese potrebbero volare e tornare ad investirci potrebbe significare guadagnare.

Secondo Stefano Ghiro, gestore specializzato sull’azionario Europa e Italia in Allianz Global Investors, “La crisi politica pesa certamente sul listino milanese ma soprattutto impedisce un allineamento delle quotazioni dei titoli italiani ai valori delle società presenti sulle altre borse europee. Se ci fossero segnali di un chiarimento politico Piazza Affari colmerebbe in poco tempo il gap di valutazioni con le altre borse europee”.

Secondo Lorenzo Alfieri, country head per l’Italia di JP Morgan, “Nella seconda parte dell’anno le azioni saranno da preferire alle obbligazioni”. E specifica che “In Europa, in caso di recupero delle condizioni economiche, i periferici come Spagna e Italia hanno maggiori chance”.

Diversi esperti, però, puntano anche ad un ritorno delle obbligazioni societarie in euro: gli high yield, infatti, non sono ancora a buon prezzo ma sono certamente più attraenti rispetto al primo trimestre dell’anno e sembra, dunque, essere iniziata una fase di ripresa, in cui i rischi maggiori per le obbligazioni high yield europee sarebbero un rallentamento inaspettatamente forte della congiuntura nella zona euro o un ulteriore peggioramento del sentiment di rischio degli investitori.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il