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Contratti bancari disdetta Abi ufficiale. I veri motivi

Cosa c’è davvero dietro la disdetta dei contratti dei bancari?



Nonostante polemiche, critiche e proteste e manifestazioni annunciate dai sindacati, l’Abi ha ufficializzato la disdetta anticipata del contratto nazionale dei bancari.

Via libera, dunque, al blocco degli aumenti contrattuali automatici, previsti dall’attuale contratto firmato il 19 gennaio 2012 e valido fino al 30 giugno 2014. Il documento con le motivazioni alla base della disdetta anticipata spiega che si tratta di una decisione presa a causa della crisi e dell’aumento delle sofferenze.

A causa della crisi, infatti, le banche sono in difficoltà e non sarebbero più in grado di mantenere certe clausole. Francesco Micheli, banchiere alla guida della delegazione sindacale Abi, ha, infatti, spiegato che “Il modello contrattuale non tiene più: ci sono troppi squilibri tra costi e ricavi. Qualcosa va fatto”, perché la crisi non permette più alle banche di avere una redditività adeguata a mantenere i requisiti patrimoniali di vigilanza. 

Ma i sindacati ritengono si tratti di una strumentazione politica per ottenere migliori condizioni fiscali chieste più volte al governo.

Lando Maria Sileoni, Segretario Generale della FABI, il maggiore sindacato bancario italiano, ha infatti spiegato che “Tra luglio e settembre l’Abi ha chiesto al Governo di lavorare per migliorare la fiscalità sulle perdite sui crediti, lamentando un trattamento peggiore rispetto a quello delle banche di altri paesi europei.

Avere i lavoratori arrabbiati in questo momento diventa un problema in più per il governo che potrebbe dunque cedere alle richieste delle banche usando il contratto e le condizioni di rinnovo come leva”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il