BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Ilva: riapertura possibile. Trattative tra azienda, sindacati e Governo Letta.Novità,ultime notizie

Pronta a ripartire l’Ilva: cos’è cambiato e situazione attuale



Dopo l'annuncio di licenziamenti e chiusura degli stabilimenti, la svolta: dopo il lungo vertice al ministero dello Sviluppo con i vertici dell’Ilva, il presidente Bruno Ferrante, quello che secondo la Procura di Taranto era già nelle cose dall'inizio di questa storia: “Stiamo verificando la ripresa dell'attività”.

E ancora, “Bisogna fare in fretta per tutelare i lavoratori e l'azienda. C'è la volontà del governo di non far cessare l'attività. La riunione è stata molto utile e costruttiva. E' stata ribadita l'intenzione della proprietà di impugnare un provvedimento che riteniamo illegittimo davanti alla Cassazione. C'è l'intenzione di tutelare i lavoratori e i livelli occupazionali”.

A chiudere questa situazione è stato il commissario nominato dal giudice, il commercialista Mario Tagarelli. Una nota congiunta delle segreterie territoriale Fim, Fiom e Uilm di Taranto, di qualche giorno fa, riferendosi agli esuberi annunciati da Riva acciaio e alla sospensione dell'attività lavorativa per sette aziende, riportava ‘In data 9 settembre 2013 ci è stato notificato un provvedimento di sequestro preventivo del gip di Taranto il quale ha disposto un vincolo di indisponibilità su tutti i nostri cespiti aziendali, ivi inclusi gli stabilimenti, nonché su tutti i saldi attivi di conto corrente.

Da tale provvedimento che riteniamo ingiusto e che è in corso di impugnazione nelle sedi opportune, discende l'impossibilità di proseguire nell'attività produttiva che è conseguentemente in via di cessazione.

Infatti, l'effetto del sequestro sottrae all'azienda la disponibilità degli impianti, determina il blocco dell'attività bancaria, ed impedisce di provvedere al ciclo dei pagamenti nei confronti di tutti i fornitori della società (oltre che dei dipendenti)”.

Ma ora, “Così come è successo con i beni sequestrati a maggio, ha detto il custode agli investigatori, non ho mai detto che c'è alcun divieto di uso dei beni sequestrati, le fabbriche possono continuare a produrre.

Al contrario, il sequestro ha finalità patrimoniali e il mio ruolo è proprio fare in modo che le fabbriche non chiudano e che i soldi contanti non vengano utilizzati per altre attività”. Ora questa posizione verrà messa per iscritto da Tagarelli e inviata all'Ilva.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il